Concessioni demaniali, l'assessore Orsomarso: "Impegnati per la difesa del settore"

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  21 dicembre 2021 11:03

“Sulla tutela delle concessioni demaniali c’è un impegno, innanzitutto, politico che coinvolge in Parlamento le forze che rappresentano il governo regionale che sono sempre state chiare sulla difesa di una tipicità italiana dell’accoglienza”.

È quanto ribadito dall’assessore regionale al Turismo, Fausto Orsomarso, intervenendo, a Catanzaro, all’assemblea del Sindacato Italiano Balneari Calabria, sul tema della tutela delle concessioni demaniali, finite al centro della recente sentenza del Consiglio di Stato, il quale ha disposto di rimettere in gara le licenze a partire dal 2024 senza possibilità di proroga.

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“Il settore balneare - ha spiegato Orsomarso - produce una parte importante del pil e dà lavoro a tante famiglie, ma non si tratta di tutelare soltanto il fattore economico, ma una diversa visione dell’accoglienza che caratterizza il nostro turismo e ne rappresenta il vantaggio competitivo. Come giunta regionale stiamo preparando una delibera che intende dare forza all’azione del governo a difesa del settore balneare italiano, e sul piano politico siamo pronti a sostenere sul una categoria che ha bisogno di certezze, perché sapere se si è concessionari e a quali condizioni è fondamentale per programmare gli investimenti".

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"Parliamo degli interventi privati, per avere stabilimenti più belli, meglio organizzati e con una migliore qualità del lavoro, ma anche della possibilità di mettere in campo interventi pubblici. Come Regione Calabria - conclude - abbiamo messo a disposizione 10 milioni di euro per la riqualificazione della nostra offerta balneare, abbiamo ricevuto tante domande che sono andate in porto e hanno consentito già la scorsa estate di migliorare i servizi e così sarà per il futuro. Una volta offerte le giuste garanzie al settore, si potranno adeguare in prospettiva i canoni demaniali. Riteniamo che decidere a chi affidare le proprie spiagge debba essere una prerogativa nazionale da difendere nelle sedi opportune, a Bruxelles come a Roma”.

 

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