


Il presidente Pietro Marino: "La Calabria deve essere protagonista di una nuova stagione di valorizzazione del lavoro professionale, delle competenze e delle pari opportunità".
25 ottobre 2026 11:28Confprofessioni Calabria accoglie con grande interesse il Manifesto programmatico presentato da Confprofessioni nazionale in occasione del Congresso per il sessantesimo anniversario della Confederazione, un documento che individua sei impegni strategici per il futuro delle libere professioni e per lo sviluppo del Paese, con uno sguardo rivolto al 2032.
Innovazione, equo compenso, rappresentanza istituzionale, equità fiscale, welfare e pari opportunità: sono questi i sei pilastri attraverso i quali Confprofessioni intende riaffermare il ruolo dei liberi professionisti come componente essenziale del sistema economico e sociale italiano.
Un progetto che trova particolare significato in Calabria, dove i professionisti rappresentano una risorsa fondamentale per sostenere le imprese, accompagnare i processi di innovazione, favorire la crescita dei territori e contribuire al miglioramento dei servizi destinati ai cittadini.
"Il Manifesto presentato dal presidente nazionale Marco Natali – dichiara Pietro Marino, presidente di Confprofessioni Calabria – rappresenta molto più di un documento programmatico: è un’assunzione di responsabilità nei confronti del Paese e delle future generazioni. La Costituzione ci indica la strada per costruire un sistema fondato sulla dignità del lavoro, sull’uguaglianza delle opportunità e sulla valorizzazione delle competenze. È nostro compito tradurre questi principi in azioni concrete, capaci di incidere realmente sulla vita dei professionisti e sullo sviluppo delle comunità".
Per Confprofessioni Calabria, la sfida del 2032 deve partire dalla consapevolezza che il lavoro professionale non costituisce soltanto una componente del sistema produttivo, ma rappresenta un patrimonio di conoscenze, responsabilità e competenze indispensabile per accompagnare le trasformazioni economiche, sociali e tecnologiche.
Particolare attenzione merita il tema dell’equo compenso, che deve tradursi in una tutela effettiva del valore della prestazione professionale, anche nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. Non può esistere una professione realmente libera e indipendente se il lavoro intellettuale viene sottovalutato o se la qualità delle prestazioni viene sacrificata alla logica del massimo ribasso.
Altrettanto centrale è la necessità di governare l’intelligenza artificiale senza rinunciare alla centralità della persona, garantendo che l’innovazione tecnologica diventi uno strumento di crescita e non un fattore di impoverimento del lavoro intellettuale. Occorre, inoltre, assicurare maggiore equità fiscale, semplificare gli adempimenti, rafforzare le tutele sociali e creare condizioni concrete affinché i giovani possano accedere alle professioni senza essere penalizzati dalla mancanza di risorse economiche o di adeguate opportunità.
"In Calabria – prosegue Marino – queste questioni assumono un valore ancora più significativo. Dobbiamo creare le condizioni affinché i giovani professionisti possano costruire qui il proprio futuro, affinché le donne possano sviluppare pienamente le proprie competenze e affinché gli studi professionali siano messi nelle condizioni di innovare, crescere e contribuire alla competitività del territorio. Non possiamo accettare che il talento e la preparazione dei nostri giovani diventino un patrimonio destinato a essere valorizzato altrove"
Il presidente di Confprofessioni Calabria sottolinea inoltre l’importanza del principio di sussidiarietà, affinché le competenze dei professionisti possano essere riconosciute e valorizzate anche nella collaborazione con le istituzioni pubbliche, contribuendo alla semplificazione amministrativa, alla qualità dei servizi e a un rapporto più efficace tra cittadini, imprese e Stato.
"Il nostro impegno – conclude Marino – sarà quello di accompagnare questa visione nazionale con un lavoro concreto sul territorio, favorendo il dialogo con le istituzioni regionali, il sistema produttivo e le rappresentanze delle professioni. Il futuro della Calabria passa anche dalla capacità di riconoscere il valore di chi, ogni giorno, mette conoscenze, responsabilità e professionalità al servizio della collettività. Il Manifesto per l’Italia del 2032 ci consegna una prospettiva chiara: costruire un Paese nel quale il lavoro professionale sia riconosciuto, tutelato e valorizzato. Confprofessioni Calabria intende fare la propria parte affinché questa prospettiva diventi una realtà concreta anche nella nostra regione"
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