
La Dda di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio di tre persone, Nicolino Grande Aracri, Salvatore Abbruzzo e Sandro Ielapi, quest'ultimo collaboratore di giustizia, accusati a vario titolo del duplice omicidio di Giuseppe Bruno e della moglie Caterina Raimondi, uccisi a Vallefiorita. Per la procura distrettuale di Catanzaro, che assunse il coordinamento delle indagini, l’esecuzione fu collegata alla faida del Soveratese per il controllo totale del versante jonico catanzarese. L’udienza preliminare è stata fissata dal gip Andrea Odierno per il 16 ottobre 2026 al Tribunale di Catanzaro.
LA RICOSTRUZIONE
Era la sera del 18 febbraio 2013 quando, intorno alle 21, Giuseppe Bruno, di 39 anni, e la moglie, Caterina Raimondi, di 29 anni, stavano uscendo dalla loro abitazione per raggiungere la loro macchina, un Suv Toyota Rav4. Sull’uscio di casa, una villa alle porte di Vallefiorita, centro del Catanzarese che guarda al mare, investiti e uccisi da una raffica di mitra. Lui raggiunto al torace, lei, "colpevole" per essere in compagnia del marito, vero obiettivo del killer. colpita al volto. Completamente sfigurata. Sposati da diversi anni non avevano figli. L’uomo era titolare di un’agenzia di viaggi e gestiva un bar, la moglie era titolare di un negozio di detersivi. Almeno 30 i colpi di kalashinikov esplosi da un unico killer che poi, quasi a lasciare la firma, abbandonò l'arma dopo aver sparato.
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