









L'associazione culturale informale “Amici della Calabria” in collaborazione con l’Università delle Generazioni di Agnone, hanno dato vita al riconoscimento assegnato a quelle persone (non calabresi) che hanno dimostrato di amare la Calabria
28 aprile 2026 19:31Fin dal maggio 1999 esiste l’associazione culturale informale “AMICI DELLA CALABRIA” con sede di riferimento presso il ristorante “Il Grottino” di Isernia, in Molise, gestito da Raffaele Froio, un calabrese di Stalettì sposato con una donna di Pietrabbondante conosciuta in Svizzera molti decenni fa. Tale associazione dal 1999 ha organizzato tante iniziative per rafforzare i rapporti amicali tra i calabresi “fuori confine” e i loro nuovi concittadini in ogni parte d’Italia.
Adesso, in collaborazione con l’Università delle Generazioni di Agnone, ha dato vita ad un riconoscimento originale quanto speciale: l’Attestato di Calabrese onorario assegnato a quelle persone (non calabresi) che hanno dimostrato di amare la Calabria. Ad esempio, una delle prime molisane ad ottenere tale “premio” è stata la compianta giornalista Doretta Mite Coloccia, la quale, oltre a far parte dell’associazione, ha ospitato tanti calabresi illustri nel suo salotto televisivo “L’Incontro” trasmesso settimanalmente da Tele Regione Molise di Campobasso.
Per l’anno 2026 sono quattro i molisani ed un veneto che hanno appena ricevuto l’Attestato di calabrese onorario: i coniugi Guido Mancini e Maria Luciana Porrone (docenti in pensione di Poggio Sannita IS), il maresciallo capo CC Luca Marcovecchio di Agnone (paese delle campane) e l’ingegnere informatico villacanalese Giuseppe Ingratta che lavora a Roma. A loro si aggiunge il filosofo veneto Giancarlo Calciolari. I coniugi Mancini si sono dimostrati sempre sensibili alle bellezze e alle caratteristiche della Calabria, specialmente della sua Storia e del fatto che in quella antichissima Terra è nato il nome all’Italia circa 3500 anni fa; in particolare, essendo pure arcinoto Poeta da una vita, Guido Mancini ha dedicato alla Calabria una poesia a forma di serenata, i cui versi si spera possano venire musicati.
Il maresciallo capo dei Carabinieri, Luca Marcovecchio, ha prestato servizio in Calabria per ben otto anni, guadagnando molta stima, tanti amici e godendo del clima mite, dei paesaggi mozzafiato degli 800 km di coste, dei laghi e dei Parchi nazionali; tanto è che ci torna spesso e se non fosse stato per il troppo forte richiamo del paese natìo molisano, sarebbe rimasto per sempre nella mitica terra bagnata dai due mari, lo Ionio e il Tirreno.
Il giovane ingegnere molisano Giuseppe Ingratta, per una serie di fortunate coincidenze, si è trovato ad amare sia la squadra del Catanzaro Calcio (che milita in serie B e che segue nelle trasferte il più possibile) e sia tutto ciò che è calabrese, specialmente la sfiziosa e piccante gastronomia. Mentre il filosofo Giancarlo Calciolari si è immerso nella calabresità pure per capire meglio le origini socio-culturali del filosofo Armando Verdiglione (nativo di Caulonia RC) di cui è stato allievo e poi fidato collaboratore e, adesso, pure grande divulgatore. Le pergamene degli Attestati sono state consegnate da Domenico Lanciano, promotore del Premio.
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