Consiglio comunale/5. Il Piano del colore che lancia Polimeni. Pisano si smarca

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  08 agosto 2019 14:25

di ANTONELLA SCALZI

È ufficiale, Catanzaro ha il suo Piano del colore. La pratica è stata approvata sulle note di un valzer tra politica, critiche e rese dei conti che hanno riguardato la maggioranza e il sindaco, ma anche l’opposizione. Demetrio Battaglia ha provato fino all'ultimo a evitare la frattura, ma il suo tentativo non ha ottenuto l'esito sperato. L'opposizione non si è mossa di un millimetro mantenendo ferma la barra di un no pesante non al Piano del colore come idea, ma - l'ha sottolineato Nicola Fiorita - «ma a questo Piano del colore».

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Un no, il loro,  non condiviso da Costa e Ciconte che hanno scelto di astenersi. Sullo sfondo dei lavori dell'aula proprio le scelte di quest'ultimo, scelte che l'hanno portato a lanciare la "Calabria delle idee".  Per il resto, i margini del dialogo sembrano non esserci proprio più se Fiorita non ha avuto alcuna remora adire di non potersi «più fidare del sindaco e del presidente del Consiglio». Una posizione assolutamente non condivisa dalla vicepresidente Gallo.

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Il centrosinistra, però, non demorde pur riconoscendo - come ha fatto il consigliere comunale Roberto Guerriero - la sconfitta elettorale alle Comunali. Guerriero è stato netto: «Abbiamo perso tutti, abbiamo commesso un errore nella composizione delle liste, ma l'errore madornale lo si sta commettendo sulla pratica: il voto sul Piano del colore non è un voto contro o a favore di Rotella». Come Ciconte e Costa anche lui ha scelto la via dell'astensione per un Piano del colore difficile da mandar giù che è stata l'occasione per lanciare un guanto di sfida sulla città per far terminare quella che - per Guerriero - è «un'agonia». Agonia che condivide anche Cristina Rotundo.

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Un grido, il suo, non raccolto dal capogruppo di Forza Italia, Luigi Levato che, come altri esponenti di maggioranza, ha voluto fare quadrato attorno a un assessore, Modestina Migliaccio, più volte bocciata dalla minoranza. Trasformismo nel mirino  di Filippo Mancuso che stigmatizza le scelte di Ciconte e parla di Polimeni come . «nostro probabile candidato a sindaco». Ma la nota stonata nella maggioranza c'è: si chiama Giuseppe Pisano. Il leader di Officine del Sud voleva e vuole l'azzeramento della Giunta, non l'ha ottenuto e ha annunciato: «Mi asterrò su tutte le pratiche»  

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