Consiglio regionale, Commissione Sanità: "Situazione paradossale ed estremamente urgente"

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Il consigliere regionale Baldo Esposito

Si è discusso della necessità di attivarsi "prima che, come spesso avviene, la palla passi ai tribunali amministrativi, troppo spesso chiamati a sostituirsi alla politica".

  22 luglio 2021 20:33

Si è riunita questa mattina, presso la sede del Consiglio regionale, la III Commissione-sanità, che ha dato corso ad una seduta ricca di audizioni su problematiche importanti ed urgenti, alle quali il presidente Esposito ha ritenuto di dare impulso immediato, al fine di trovare concrete soluzioni a problematiche che, pur risalenti e ben note, continuano a non essere definite una volta per tutte.

Dopo l’approvazione, avvenuta all’unanimità, della proposta di legge, di iniziativa del Consigliere Pietropaolo, relativa ad “Interventi in materia di sussidio a favore di pazienti oncologiche affette da alopecia”, che verrà ora trasmessa alla Commissione bilancio, prima di approdare all’esame del Consiglio, si è passati alla trattazione del secondo punto all'ordine del giorno (“Norme per l'utilizzo dei farmaci nelle strutture pubbliche private”), sul quale sono intervenuti: il consigliere proponente, Giannetta, che ha illustrato la proposta; l'ing. Francesco Dattolo, delegato dal dott. Brancati, dirigente generale f.f. del Dipartimento Tutela della Salute e l'avv. Annamaria Ferrara, del Settore Assistenza Giuridica. La Commissione, preso atto della dichiarazione del rappresentante del Dipartimento, che ritiene la materia di competenza del commissario ad acta, ha approvato la pratica, poiché comunque trattavasi di modifiche necessarie ed opportune, sulla scorta dei rilievi mossi dal Consiglio dei Ministri, per rimuovere eventuali profili di incostituzionalità.

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Seguirà la trattazione in I Commissione e poi la pratica giungerà all’esame dell’Assemblea.

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Molto articolato è stato il dibattito sui successivi punti all’ordine del giorno. Anzitutto, si è discusso sullo stato dell'arte del Sistema Welfare sanitario in Calabria e, sul punto, dopo l’audizione del funzionario delegato Dattolo, hanno preso la parola il presidente Esposito ed i consiglieri Mancuso e Graziano, i quali hanno sostanzialmente evidenziato che trattasi di una situazione paradossale ed estremamente urgente, prima che, come spesso avviene, la palla passi ai tribunali amministrativi, troppo spesso chiamati a sostituirsi alla politica.

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In breve, sta accadendo che, a seguito di alcuni ricorsi relativi al pagamento della quota sociale 2010-2014, proposti da associazioni socio-assistenziali, la Regione sia risultata soccombente e quindi avrebbe dovuto procedere al pagamento. Tuttavia, essendo nel frattempo intervenuta altra pronunzia giudiziale, è stato accertato e dichiarato che l’organo pagatore debba essere lo stesso che ha firmato la convenzione, ossia l’A.S.P., per cui la regione ha richiesto alle associazioni la restituzione delle somme percepite, onde poterle ritrasferire alle AA.SS.PP. , che dovrebbero di nuovo erogarle ai destinatari. Tuttavia, la procedura è rimasta impantanata nei meandri della burocrazia (nonostante fosse stata espressamente prevista la via transattiva, proprio per evitare ulteriore inutile contenzioso) e, allo stato, si rischia che i destinatari dei fondi agiscano in
giudizio per ottenere quello che gli spetta. Tuttavia, stante l’assenza del Dirigente Brancati (sia pure giustificata dalla concomitanza con il tavolo Adduce), il funzionario Dattolo, peraltro delegato senza espressa competenza nella materia e sulla specifica questione, si è limitato a leggere una nota in cui era contenuta la mera cronistoria, senza alcuna concreta soluzione, se non quella di ulteriormente dilazionare i tempi, rimandando la trattazione ad un ennesimo tavolo tecnico, ancora da costituire. Preso atto di tale anomala posizione del Dipartimento competente (peraltro, ormai in via esclusiva, considerato che anche la materia del welfare, a differenza del passato, afferisce alla competenza del Dipartimento tutela della salute), è stato da più parti evidenziato come tale paradossale ed ingiustificabile situazione, che andava risolta in maniera chiara e rapida, stia rischiando di procurare ulteriore danno alle casse della Regione.


Infine, si è discusso sulla Casa della salute di Chiaravalle Centrale, registrandosi gli interventi del presidente Esposito e dei consiglieri Notarangelo, Graziano e Mancuso, sollecitati nei loro interventi da quanto dichiarato dai soggetti che sono stati via via auditi: l'ing. Francesco Dattolo, (sempre quale funzionario delegato funzionario dal dott. Giacomino Brancati, dirigente generale f.f. del Dipartimento Tutela della Salute), l'ing Maurizio Benvenuto, del servizio di Gestione Tecnico Patrimoniale dell’A.S.P. di Catanzaro, la dott.ssa Sandra Matozzo (Direttrice f.f. del settore Gestione Risorse Umane dell’A.S.P. di Catanzaro, il Sindaco di Chiaravalle Centrale, dott. Domenico Savio Donato. Sul punto, fermo restando il crono-programma per la realizzazione della nuova “Casa della salute” sono tuttavia emerse, ancora una volta, serie perplessità sullo stato dei servizi attualmente in essere e sulla possibilità di continuare a garantire adeguati livelli assistenziali, in mancanza di risorse umane adeguate per competenza e numero, anche e soprattutto alla luce dell’imminente collocazione a riposo di alcune importanti figure attualmente in servizio, il che potrebbe determinare la cessazione delle prestazioni di pneumologia e fisiokinesiterapia.

Tale situazione, per come è stato ricordato dal presidente Esposito, richiama (negativamente) alla memoria quella della R.E.M.S. di Girifalco che, pur ultimata e perfino arredata, non può iniziare l’attività per carenza di personale assegnato.

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