
Il Co.Re.Com. Calabria completa le procedure per l’evento fortemente voluto anche dalla Presidenza del Consiglio regionale. AGCOM al fianco del Comitato. A Reggio Calabria la radio, con il ricordo di Peppino Impastato; a Catanzaro la televisione e il Premio Tony Boemi
Reggio Calabria, 20 ottobre 2026 – Cinquant’anni di voci e immagini. Cinquant’anni di cronache, musica, informazione, imprese e battaglie civili. Cinquant’anni durante i quali radio e televisioni locali hanno raccontato quella parte d’Italia che spesso non trovava spazio nei grandi circuiti nazionali: le città, i piccoli centri, le periferie, la politica, lo sport, la cultura e, soprattutto, le persone.
Il Co.Re.Com. Calabria ha perfezionato oggi, nel corso della riunione del Comitato, il programma di “50 anni di Libertà in Onda – 1976-2026. Radio e televisioni locali. Parole, immagini, territori, verità”, completando le procedure necessarie alla realizzazione dell’iniziativa.
Alla riunione hanno preso parte anche Maria Stefania Lauria, Direttrice del Co.Re.Com. Calabria, e Danilo Latella, Provveditore del Consiglio regionale della Calabria, nell’ambito della definizione degli ultimi adempimenti organizzativi e amministrativi.
L’iniziativa, promossa dal Co.Re.Com. Calabria e fortemente sostenuta dalla Presidenza del Consiglio regionale della Calabria, nasce per celebrare mezzo secolo di emittenza locale e rendere omaggio a coloro che hanno costruito una parte fondamentale della storia dell’informazione italiana.
Il percorso vede la partecipazione di AGCOM, ancora una volta al fianco del Co.Re.Com. Calabria, e il coinvolgimento dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, a testimonianza della rilevanza che l’informazione locale continua ad avere nella tutela del pluralismo e nella vita democratica delle comunità.
La manifestazione sarà articolata in due giornate, diverse per linguaggio ma unite da una stessa storia.
Il 9 novembre a Reggio Calabria sarà protagonista la radio: la forza della parola e della musica, la stagione delle emittenti libere e la capacità di un microfono di abbattere distanze e silenzi.
In questo racconto un riferimento particolare sarà dedicato a Peppino Impastato e a Radio Aut, perché la storia delle radio libere italiane non può essere raccontata senza ricordare chi comprese che una voce, anche quando nasce in una piccola stanza e dispone di pochi mezzi, può diventare uno strumento potentissimo di libertà, denuncia e partecipazione civile.
La giornata di Reggio Calabria guarderà anche ai ragazzi, al valore della musica e della parola come strumenti capaci di attraversare le generazioni e di costruire ancora oggi comunità e consapevolezza.
Il 12 novembre a Catanzaro il racconto passerà invece alla televisione locale e alle immagini che hanno custodito mezzo secolo di memoria calabrese.
Accanto al Co.Re.Com. e all’Ordine dei Giornalisti saranno coinvolti la Camera di Commercio e Unindustria, perché la storia dell’emittenza privata è stata anche una storia di impresa, investimenti, innovazione, occupazione e professionalità.
Furono editori, giornalisti, tecnici, operatori e imprenditori a costruire dal nulla studi televisivi, redazioni, reti di trasmissione e un nuovo mercato dell’informazione, assumendosi il rischio di un’avventura che avrebbe cambiato per sempre il rapporto tra televisione e territorio.
Il cuore della giornata di Catanzaro sarà il Premio Tony Boemi, uno dei momenti qualificanti dell’intera manifestazione.
Non soltanto un premio, ma un omaggio a una stagione della televisione calabrese e a uno dei suoi protagonisti più rappresentativi. Tony Boemi appartiene a quella generazione di pionieri che intuì come una televisione locale potesse diventare identità, informazione e libertà. Attraverso il suo nome, il Co.Re.Com. Calabria intende rendere omaggio a tutti coloro che hanno dato alla regione la possibilità di raccontarsi attraverso le proprie immagini e la propria voce.
A sottolineare il significato dell’iniziativa è il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo:
«Celebrare i cinquant’anni delle radio e delle televisioni locali significa rendere omaggio a una parte fondamentale della storia dell’informazione e della democrazia della nostra Regione e del nostro Paese. In un’epoca in cui i social media non esistevano e le possibilità di comunicazione erano molto più limitate, le emittenti locali hanno rappresentato una straordinaria cassa di risonanza per i territori, dando voce ai territori quando i territori avevano pochissimi strumenti per raccontarsi. Hanno trasformato la prossimità in informazione e l’informazione in partecipazione».
«Il valore di questa iniziativa – prosegue Cirillo – sta proprio nella capacità di tenere insieme memoria e futuro. Da una parte ricordiamo i pionieri, le radio libere, figure come Peppino Impastato e, in Calabria, Tony Boemi; dall’altra guardiamo a ciò che l’informazione locale può e deve continuare a rappresentare nell’epoca delle grandi piattaforme e degli algoritmi. La tecnologia cambia, ma una democrazia ha ancora bisogno di voci che conoscano i territori e sappiano raccontarli».
Per il presidente del Consiglio regionale, «radio e televisioni locali sono state e rimangono presìdi di pluralismo e baluardi di democrazia. Dietro una telecamera o un microfono locale non c’è soltanto informazione: ci sono la memoria di una comunità, il lavoro, il sacrificio e soprattutto la passione di professionisti e imprese, la possibilità per un cittadino di vedere rappresentata la propria realtà. Un patrimonio che dobbiamo riconoscere e valorizzare, anche perché queste emittenti hanno svolto e continuano a svolgere una funzione di vero e proprio servizio pubblico».
Due giornate che non vogliono dunque limitarsi alla celebrazione di ciò che è stato.
Vogliono chiedersi che cosa resterà di quella grande stagione e quale debba essere il ruolo dell’informazione di prossimità nella società digitale.
Perché dietro ogni vecchia registrazione radiofonica, ogni archivio televisivo, ogni servizio girato in una piazza o in un piccolo paese c’è qualcosa che appartiene a tutti.
Due città. Due giornate. La radio e la televisione. Cinquant’anni di libertà per ricordare chi ha dato voce ai territori e per difendere il diritto dei territori ad avere ancora una voce.
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