Coronavirus. Dai grossisti ortofrutticoli dell’Ass.Ing.Ort di Catanzaro una donazione di prodotti alimentari alle famiglie bisognose

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images Coronavirus. Dai grossisti ortofrutticoli dell’Ass.Ing.Ort di Catanzaro una donazione di prodotti alimentari alle famiglie bisognose

  28 marzo 2020 18:14

di FRANCESCO IULIANO

Dai soci dell’Ass.Ing.Ort, l’associazione dei grossisti di ortofrutta di Catanzaro, una iniziativa in favore delle famiglie bisognose.

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Lo ha comunicato il presidente del sodalizio, Palmino Rotundo, dopo aver raccolto le adesioni di tutti gli associati.

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«Abbiamo avuto questa idea considerato il difficile momento che stanno attraversando parecchie famiglie della nostra città e non solo. Siamo consapevoli che dopo diverse settimane di fermo totale di tutte le attività, anche qui da noi, sono molte le persone che iniziano ad avere difficoltà ad approvvigionarsi, soprattutto di generi alimentari. Ci siamo rivolti all’assessore comunale ai servizi sociali, Lea Concolino, per avere suggerimenti su come organizzare una eventuale distribuzione sul territorio di frutta e verdura. La stessa ci ha indirizzato al Gruppo comunale volontari di Protezione Civile con il quale, già da martedì prossimo, inizieremo la distribuzione di prodotti di ortofrutta».

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Circa 400/500 quintali. Questo, grossomodo, il quantitativo di merce messo a disposizione dai grossisti ortofrutticoli catanzaresi.

«Con il gruppo di Protezione Civile, considerato il grande quantitativo di merce messo a disposizione, abbiamo concordato che la stessa sarà consegnata giornalmente in base alle richieste e confezionata da noi in piccole cassette. Questo perché essendo prodotti facilmente deperibili, è consigliabile che rimangano stoccati nei nostri magazzini all’interno del Comalca, il Consorzio mercato agricolo alimentare Calabria in località Germaneto».

Nella consegna della merce, saranno rispettate le norme anticontagio previste dalla normativa?

«Ogni giorno, all’interno del Comalca, operano centinaia di operatori e vi affluiscono dalle 2mila alle 2mila 500 persone. Ritengo che, come centro agroalimentare, sia uno dei più rispettosi della normativa. Tutti coloro che giornalmente vi accedono, sono sottoposti ad un controllo della temperatura corporea da parte di tre sanitari. Se risultano con temperatura superiore ai 37° non vengono accettati all’interno della struttura. Laddove non siano in possesso dei presidi come guanti e mascherine, gli vengono assegnati gratuitamente».

 

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