Coronavirus. "Domus Aurea". I medici "disertori": "Noi, al massacro". Il dott. Talese: "Amorale non prestare soccorso"

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Il dottore Antonio Talese

"Voglio dire grazie alla Commissione straordinaria dell'Asp per l'estrema sensibilità dimostrata rispetto alle problematiche del servizio di emergenza-urgenza, offrendo un grande supporto morale, psicologico e materiale"

  03 aprile 2020 18:03

di STEFANIA PAPALEO

L'ordine di servizio parlava chiaro: "Tutti i medici in servizio presso il Punto di primo intervento di Chiaravalle Centrale sono chiamati, fin da subito e conservando la turnazione esistente, a prestare servizio, fino a nuove disposizioni, presso la struttura Domus Aurea di Chiaravalle". In testa, tutti i nomi e cognomi dei dottori che avrebbero dovuto svolgere una vera e propria missione all'interno della Rsa travolta dal contagio del Covid-19, con ben otto vittime registrate a oggi (LEGGI QUI). Medici che, in realtà, in quella struttura non hanno messo mai piede.

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"Volevano mandarci al massacro", hanno urlato a gran voce per difendere il loro mancato intervento, rivolgendosi all'avvocato Francesco Di Lieto, in qualità di vice presidente nazionale del Codacons, che ha puntato sulla mancata consegna agli stessi dei dispositivi di sicurezza adeguati alla situazione. "Sarebbe stato amorale non garantire la presenza di un sanitario fino all'ultimo paziente rimasto ricoverato", rilancia piuttosto oggi il dottore Antonio Talese, responsabile del Dipartimento aziendale funzionale di Coordinamento centrale operativa 118 Area centro Kr-Cz-VV, che ha firmato l'ordine di servizio in questione giovedì 2 aprile. "Un ordine di servizio che difendo assolutamente - chiosa Talese - e che oggi ho revocato solo perchè sono venute meno le condizioni, essendo stati tutti gli anziani ospiti della struttura trasferiti tra il Policlinico e l'ospedale Pugliese di Catanzaro" (LEGGI QUI).

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La Domus Aurea, infatti, proprio stamattina è stata chiusa, dopo la sospensione del contratto da parte dell'Asp per il mancato rispetto dei criteri di accreditamento (LEGGI QUI), per cui non ci sono più le condizioni antecedenti all'ordine di servizio contestato dai medici. "In caso contrario - incalza il dottore Talese - sarebbe stato amorale non garantire la presenza di un medico anche in presenza di un solo paziente. E chi non si è presentato, violando le mie disposizioni, rischia di essere indagato dalla Procura per omissione di soccorso. Il mio ordine di servizio - spiega - era finalizzato a  garantire sicurezza ai bisognosi ed è per questo che l'Ordine dei medici deve ora assumere adeguati provvedimenti, perchè io non gli ho chiesto di andare a lavare i piatti, ma di andare a fare i medici, ad assistere con la loro professionalità quei poveri anziani abbandonati in condizioni gravissime e solo per il tempo di permanenza nella Rsa".

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Il dottore Talese, poi, tiene a precisare di non aver denunciato nessuno, ma di aver segnalato l'accaduto alla Commissione straordinaria che guida l'Asp di Catanzaro e alla quale l'ordine di servizio era stato inoltrato per opportuna conoscenza. Commissione che, peraltro, ha già provveduto a ringraziare ufficialmente per la tempestività nell'intervento il dottore Talese, che, a sua volta, vuole sottolineare l'estrema sensibilità dimostrata dai commissari rispetto alle problematiche del servizio di emergenza-urgenza, offrendo un grande supporto morale, psicologico e materiale. "Una collaborazione - conclude il dottore Talese - auspicabile per il futuro, perché solo in sinergia si possono risolvere i problemi".

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