Coronavirus. I vertici sindacali chiedono alla Regione Calabria di "creare le condizioni per affrontare, con serenità e professionalità, il rischio di picchi più alti"

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Una immagine del Coronavirus
  09 marzo 2020 20:20

"L’emergenza sanitaria che sta coinvolgendo la Calabria deve vedere la Regione impegnata nel creare le condizioni per affrontare, con serenità e professionalità, il rischio che la nostra terra possa far registrare picchi più alti in riferimento all’emergenza coronavirus". Così in una nota stampa congiunta a firma del Segretario Generale della CGIL Calabria Angelo Sposato; del Segretario Generale della CISL Calabria Tonino Russo; del Segretario Generale della  UIL Calabria Santo Biondo; del  Presidente Casartigiani Calabria Eugenio Blasi; del Presidente CIA Calabria Nicodemo Podella; del Presidente CNA Calabria Francesco Rosa; del Presidente Coldiretti Calabria Franco Aceto; del Presidente  Confagricoltura Calabria Alberto Statti; del  Presidente Confapi Calabria Francesco Napoli; del Presidente Confartigianato Calabria Roberto Matragrano; del Presidente Confcommercio Calabria Klaus Algieri; del residente Confesercenti Calabria Vincenzo Farina e del Presidente Unindustria Calabria Natale Mazzuca.


"Conosciamo, infatti, lo stato di difficoltà in cui si agita da troppo tempo il nostro servizio sanitario regionale e, - proseguono i responsabili sindacali - in questo momento, ci preoccupa il fatto, rimarcato anche dal presidente della Giunta regionale Jole Santelli,  che nelle nostre strutture sanitarie i posti di terapia intensiva siano quasi totalmente utilizzati per la copertura di casi
sanitari che nulla hanno a che fare con il Covid-19. Riteniamo perciò indispensabile sollecitare il Governo ad un immediato sblocco delle assunzioni in un settore che, in Calabria, non può permettersi il protrarsi dei ritardi cronici o delle inefficienze storicizzate".

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"Per affrontare con pronta determinatezza l’evolversi della vicenda, - si legge ancora sulla nota - siamo convinti sia necessario mettere in campo un’unità di crisi per guardare con attenzione anche alle possibili ricadute economiche, occupazionali e
sociali che, nell’ipotesi sciagurata di un allargamento a dismisura del contagio da coronavirus nella nostra regione, appesantirebbero un quadro già compromesso dalla crisi in cui la Calabria si dibatte da diversi anni".

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"È opportuno che questa unità di crisi sia irrobustita dalle migliori professionalità presenti in questo territorio dalle
parti sociali e da quelle produttive, al fine di mettere in campo tutte le azioni che permetteranno alla nostra
regione di farsi trovare pronta nel caso di un’improvvisa esplosione dell’emergenza. Nessuno di noi vuole creare allarmismo, - concludono - ma siamo convinti che solo attraverso il confronto si possa mettere al riparo questa terra, la gente che vi abita e quella che vi lavora da un fenomeno che, ad oggi, appare contraddistinguersi per un’evoluzione rapida e imprevedibile".

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