Coronavirus. Lo strano caso delle autodenunce che non vengono più caricate sul bollettino della Regione Calabria

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Controlli per il Coronavirus
  02 aprile 2020 15:36

L'esodo nel weekend di circa un mese fa dalle ex zone rosse del Nord in Lombardia verso il Sud è stato il "peccato" che ha consentito al Covid-19 di arrivare anche in Calabria. Il presidente Jole Santelli lo ha detto più volte: i casi accertati nel territorio regionale sono "importati".

Anche per questo le ordinanze del governatore hanno anticipato, in termini di restrizioni, il lockdown quasi totale poi deciso anche dal governo. Nei momenti concitati di qualche settimana addietro la Cittadella ha deciso di "censire", attraverso auto-dichiarazioni coloro che si erano spostati verso la Calabria dalle ex zone rosse: Lombardia e le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Novara, Asti e Alessandria, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli. Nel bollettino ufficiale giornaliero viene riportata la cifra delle persone che si sono "auto-denunciate" e conseguentemente sottoposte a quarantena dopo l'apposita ordinanza del sindaco del comune calabrese di riferimento. Successivamente, con il lockdown, si sono registrati coloro che sono rientrati per motivi di salute o di lavoro, indipendentemente dalla provenienza. Nell'ultimo (1 aprile), ne risultano 12.635. 

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C'è un però. Anzitutto questo è il dato di quanti si sono registrati attraverso il sito della Regione. Un numero forse un po' gonfiato perché la prima ondata di "auto-denuncia", con eccesso di scrupolo (che non guasta) ha ricompreso anche persone provenienti da zone all'epoca non rosse, ma comunque provenienti fuori dalla Calabria. Dall'altro lato c'è una area grigia. Da quanto appreso i dati non sarebbero pienamente aggiornati già dal 17 marzo. Mancherebbero all'appello circa 8 mila persone.

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Si tratta nelle specifico delle persone denunciate dalle forze dell'ordine e sottoposte a quarantena in violazione dei vari divieti post "chiusura totale" del Paese, così come quelli intercettati dalle postazioni del numero verde della Protezione civile calabrese. A proposito, sono state tagliate anche le postazioni telefoniche che assicuravano "consulenza" da remoto a coloro che voleva segnalare il rientro o comunque che manifestavano sintomi da Covid-19. Per disposizione di un dirigente che parte dell'unità di crisi regionale, sono state tagliate da 8 a 5. (g.r.)

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