Coronavirus. Mario Nicotera: "L’Europa, il Covid-19 e la Guerra..."

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Il dottore Mario Nicotera
  01 aprile 2020 14:10

di MARIO NICOTERA

Quello cui stiamo assistendo in questi giorni in Europa   è - a mio parere - uno scenario di “guerra”. Egoismo, sovranismo, autoritarismo, espressi da uno Stato verso un altro. Prese di posizione dei probabili soccombenti, richiami precisi e maliziosi (!) ad epoche passate in cui gli Stati europei si sono dimostrati benevoli verso una Germania sconfitta e indebitata (vedi  Calenda ieri) sono l’espressione di sentimenti ostili che non possono essere ignorati.

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Vero è che non si affaccia all’orizzonte un altro “Sarajevo” o - almeno così spero! - un altro dittatore spietato e paranoico di potere e di supremazia di razza; ne’, al momento, una diffidenza degli stati europei che oltrepassi i limiti di una pietosa analisi delle dichiarazioni “farneticanti” sia pur pericolose (!) di Salvini ( come ha bene osservato Enrico Letta sul Corriere di ieri). Per cui credo che possiamo ancora confidare nel raggiungimento di un accordo, fra Europei, potenti e non,  
che dia una concreta mano d’aiuto alla povera Italia, schiacciata fra la necessita’ di dare efficacia alla risposta al flagello che ci ha colpito e quella di evitare elargizioni troppo onerose e poco riflettute che inducano impropri e irresponsabili ( e non sarebbe la prima volta!) assalti alla “diligenza” e, quindi, quella di un aumento “esponenziale” del debito che - ahinoi (!)- ci troveremmo a pagare tutti - e non Salvini o Meloni e/o uno stato “pantalone” che possa affondare le  sue mani in un una specie di “Pozzo di S. Patrizio”senza fondo, inesauribile e pieno di soldi che non debbano essere restituiti dai  “tanto amati” Italiani. 

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Un’ultima considerazione: se è vero - come è vero - che non è prevedibile alcun Sarajevo, è pur vero che non in tutti gli europei ( vedi Brexit) esiste una coscienza che faccia loro comprendere l’indispensabilità di un blocco europeo forte e autosufficiente che possa opporsi come terza forza ai tentativi di “colonialismo mascherato” cui chiaramente tendono le Grandi Potenze che si estendono ad Est e a Ovest dell’Europa.

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