Coronavirus. Veraldi: "I 400 milioni da suddividere fra tutti i Comuni italiani sono una miseria, una somma che offende l’intero popolo italiano"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Coronavirus. Veraldi: "I 400 milioni da suddividere fra tutti i Comuni italiani sono una miseria, una somma che offende l’intero popolo italiano"
Stefano Veraldi
  29 marzo 2020 11:35

"I 4,3 miliardi pavoneggiati dal governo nazionale, sono un anticipo del fondo perequativo, previsto dalla legge, testo unico degli enti locali, su somme già previste.  L’extra per le straordinarie difficoltà del momento è di 400 milioni da suddividere fra tutti i comuni italiani, che sono circa 8100 e, la distribuzione avverrà secondo i parametri demografici dei singoli comuni, quindi una miseria".

Lo scrive Stefano Veraldi. 

Banner

"Parliamo di una somma stanziata che offende l’intero popolo italiano che oggi sta combattendo una guerra durissima.
Quindi nessun grazie, anzi esigiamo rispetto per la verità, specie da parte del Premier. Il grazie deve andare a tutti i medici italiani, agli ospedalieri, che sono in prima linea nella gestione dell’emergenza, ai medici di medicina generale, punto di riferimento dei cittadini per diagnosi a tutti i lavoratori del pubblico impiego attivi nei servizi essenziali, per la vita della nostra comunità".

Banner

"Tutti noi possiamo vedere all’opera - spiega ancora Veraldi -  le forze dell’ordine e la polizia locale intente a far rispettare i provvedimenti assunti dal governo e dai sindaci a tutela della salute pubblica. Così come tutti noi constatiamo l’impegno di tutti i lavoratori che consentono alla comunità di andare avanti, voglio citare i vigili del fuoco, ma anche il personale delle rivendite alimentari che ci permettono di continuare a garantirci generi di prima necessità, gli operatori ecologici, quelli delle manutenzioni, dei collegamenti telefonici ed internet, senza volerne dimenticare alcuno.  Un ringraziamento quindi va a tutti i lavoratori che sono impegnati affinché, pur in queste circostanze drammatiche, ci sia per la comunità e per il Paese un presente gestibile e un futuro di rinascita, che non è auspicabile però con il rilascio di un buono pasto".

Banner

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner