Costantino: “Dalla crisi del carburante a una verità scomoda, senza trasporti, il futuro resta un'illusione”

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images Costantino: “Dalla crisi del carburante a una verità scomoda, senza trasporti, il futuro resta un'illusione”


  15 ottobre 2026 10:17

di VINCENZO COSTANTINO

La crisi dei carburanti deve aprirci gli occhi su una realtà che abbiamo finito per considerare normale: in Calabria, senza un'auto non puoi vivere una vita normale.

Qualche mese fa, durante la campagna elettorale regionale, ho conosciuto una donna della provincia di Crotone. Era in difficoltà economica e cercava lavoro come collaboratrice domestica.

A un certo punto le ho chiesto: «Se ci fosse un'opportunità a Catanzaro o a Vibo, potrebbe prenderla in considerazione?».

Mi ha risposto: «E come ci arrivo?».

Quella domanda mi è rimasta impressa. Perché in quattro parole racconta una delle disuguaglianze più concrete della nostra regione.

Quella donna non stava scegliendo se un lavoro le convenisse. Non era arrivata a discutere di stipendio, contratto, orari. Il problema veniva prima.

Poteva raggiungerlo, quel lavoro?

Qui, se non hai un'automobile, il mondo attorno a te diventa più piccolo.

È un paradosso difficile da accettare: per poter lavorare devi prima poterti permettere di andare a lavorare.

In questi giorni la crisi dei carburanti ce l'ha ricordato con brutalità. Ma la benzina tornerà nei distributori.

La domanda, quella vera, resta.

Perché abbiamo accettato che, in così tante parti della Calabria, senza un'automobile non si possa vivere?

Per una famiglia avere un'auto spesso non basta. Se due persone lavorano in luoghi diversi, se ci sono figli da accompagnare, scuole, servizi, visite mediche, due auto diventano quasi obbligatorie.

Due acquisti. Due assicurazioni. Manutenzione, carburante.

È un costo strutturale, l'ennesima tassa invisibile sulla distanza.

E la distanza non pesa solo sul portafoglio. Pesa sulle possibilità.

Quando muoversi è difficile, il lavoro è più lontano. L'università è più lontana. Un servizio è più lontano. Un'impresa ha un mercato più piccolo.

Non servono elenchi. La vita si restringe.

Per questo la mobilità non è una questione tecnica. È la misura delle opportunità reali.

Non voglio una Calabria senza automobili. Sarebbe irrealistico.

Voglio una Calabria in cui avere un'auto sia una scelta, non la condizione per essere liberi.

In uno stesso Paese, il luogo in cui nasci non dovrebbe decidere quanto è grande il tuo mondo.

Per questo torno a quella domanda: «E come ci arrivo?».

Non era un problema di trasporti. Era una domanda sulle possibilità.

Un Sud più connesso è un Sud in cui la distanza pesa meno sulla vita delle persone e decide meno del loro futuro.