Covid, se gli ospedali non reggeranno ecco dove si pensa alla 'conversione temporanea' dei presidi

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L'ospedale di Soveria Mannelli
  29 dicembre 2021 06:51

Spingere sulle vaccinazioni e aumentare il numero dei posti letto. Sono queste le direttrici su cui si muove l'azione del presidente della Regione e commissario della sanità calabrese, Roberto Occhiuto, e ribadite nelle riunioni dell'unità di crisi per contrastare l'ulteriore ondata di Covid-19 in Calabria. 

Il secondo aspetto è cruciale per evitare il passaggio in zona arancione. Le soglie critiche da 'scansare' sono il 30% di occupazione dei posti letto in area medica e il 20% di occupazione delle Terapie intensive. In questo momento, il cuscinetto di sicurezza c'è, ma è risicato. Per questo, nell'ultima riunione in Cittadella (allargata anche ai commissari delle Asp e delle aziende ospedaliere), è stato chiesto uno sforzo per rastrellare posti letto aggiuntivi.

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Da quanto appreso, l'opzione da attivare, in caso di recrudescenza del virus, contemplerebbe come parola d'ordine la "conversione temporanea" di alcuni presidi in strutture dedicate ai pazienti Covid. In linea di massima, gli ospedali coinvolti sarebbero: Rossano, Serra San Bruno e Gioia Tauro in versione appunto 'conversione temporanea'. Ancora, la riattivazione di posti letto Covid nel presidio di Rogliano e l'aumento dei posti dedicati al Covid nel nosocomio di Lamezia Terme, mentre a Soveria Mannelli sarebbero destinati i positivi lungodegenti.

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Questo, in linea di massima, il programma di contrasto, comunque suscettibile di variazioni e dipendente anche dalle risorse umane 'schierabili'. Una misura che dovrebbe scattare in modalità 'attivabile nel giro di 48 ore'.

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Da governatore, Occhiuto ha fatto sapere che in caso di passaggio in zona arancione - come già dichiarato nelle settimane scorse- le restrizioni dovrebbero valere solo e soltanto per i non vaccinati. Ma su questo aspetto è probabile che si attendano decisioni 'nazionali' in reazione all'impennata dei contagi che dovrebbe registrare il picco a metà gennaio. 

 

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