
Il contatore si è mosso anche oggi. La decadenza del Consiglio comunale e dell’Amministrazione Fiorita dipende da appena due firme. Oggi, dopo le quattordici siglate ieri sulle carte del notaio, è arrivato l’annuncio via social. Siamo a 15 su 17. Da tempo, Fabio Celia, l’ultimo che si è aggregato ai dimissionari, è in rotta con il primo cittadino.
L’ex capogruppo del Pd già nell’ultima seduta di Consiglio comunale era stato durissimo. Una serie di affondi che, comunque, erano rimasti nel recinto della sinistra e della gestione Fiorita. Nemmeno una parola era stata riferita sulla questione delle dimissioni. Parole che, invece, sono arrivate oggi.
Naturalmente l’attenzione è tutta rivolta su quella pattuglia (quattro o cinque consiglieri) eletti nelle liste del centrodestra e che in questi tre anni e mezzo hanno più o meno tenuto i numeri di Fiorita. Restano dieci giorni (lunghi ed estenuanti) per capire se l’operazione ‘ribaltone’ andrà effettivamente in porto. Per il momento, è e resta un’operazione dalla matrice consiliare; i leader del centrodestra ne hanno preso atto ma, finora, non hanno spinto più di tanto. Anche perché fosse stato il contrario Fiorita sarebbe già ‘caduto’. Molto rilevante la decisione odierna del vicepresidente della Giunta regionale Filippo Mancuso di lasciare l’incarico di commissario regionale della Lega. Gli effetti – tanto regionali quanto comunali – saranno più chiari nelle prossime ore. Restando nel centrodestra, non è un mistero che da settimane si stia muovendo con una certa decisione l’ex pluri-sindaco Sergio Abramo. Addirittura, prima che la crisi al Comune precipitasse, si parlava già di numero di liste a suo sostegno e con tanto di relativi nominativi. Inutile parlare del campo del centrosinistra che, occhio, soffre già oggi di divisioni tipicamente attribuite all’altra parte.
Torniamo al dettaglio. Nella giornata di ieri, senza ombra di dubbio la firma più sorprendente fra le 14 è stata quella di Francesco Scarpino, che giusto qualche ora prima aveva parlato a nome di un pezzo di Forza Italia. Galeotto fu Instagram. A stretto giro dall’uscita dal notaio, Antonello Talerico pubblico un logo ‘Catanzaro Capoluogo’ con le tipiche sembianze di un contrassegno elettorale. Lo stesso identico usato, sempre su Instagram, da una persona molto vicina ad Elisabetta Aiello, la prima dei non eletti in Forza Italia alle ultime Regionali. Proprio sopra lo stesso Talerico. Gatta ci cova.
A Palazzo De Nobili l’aria è cupa. Già nell’ultima seduta assembleare dedicata alla Catanzaro Servizi si respirava un’aria di dismissione. Dalle parti del sindaco ci si aspettava numeri inferiori fra i firmatari. La partita è aperta ma sempre più intricata. E dieci giorni sono tanti.
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