Crisi al Comune, Veltri: "La partita a scacchi a Catanzaro"

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  10 febbraio 2026 09:26

 

di FILIPPO VELTRI

Su Catanzaro, che è il capoluogo della regione, si sta giocando in queste ore una delicata partita a scacchi e conviene soffermarsi amche per la dimensione politica regionale e nazionale che assume questa vicenda, ben al di là quindi del giudizio amministrativo sul sindaco Fiorita e sulle questioni più propriamente cittadine.

  E’ in corso, come è noto, una raccolta di firme per sfiduciare il sindaco da parte dell’opposizione che punta a raggiungere il numero di 17 consiglieri per anticipare così il voto. In 14 hanno già firmato. Fiorita non ha mai avuto una maggioranza stabile, ha dovuto arrangiarsi fin dalla sua elezione prendendo i voti ora qui e ora lì, cambiando tre volte la Giunta e sempre in bilico per il consenso di consiglieri del gruppo misto o della terra di mezzo.

   Una situazione, dunque, nata male e che si trascina da tempo. Dovrebbe essere perciò gioco facile per il centrodestra raccogliere i 17 e andare al voto anticipato in primavera, se si rispettassero le indicazioni dei partiti o dell’area politica di riferimento. Il tutto nel silenzio (abbastanza incredibile) dei partiti del centrosinistra ampiamente rappresentati nel governo Fiorita (non è ben chiaro, tanto per dirne una, cosa ne pensi di tutta questa storia il PD che ha pure il vicesindaco della città). Ma così vanno le cose da quelle parti ed è un altro ragionamento, magari da riprendere!

  La cosa che più ci interessa in questo momento è però un’altra ed è la partita a scacchi che si è aperta nel centrodestra cittadino e regionale (in attesa di capire cosa ne pensi il nazionale) su Catanzaro. E’ infatti del tutto evidente che Catanzaro possa finire  in caso di voto anticipato, nel calderone delle elezioni amministrative della prossima primavera assieme a Reggio Calabria e Crotone, su cui ha già messo le mani Forza Italia ma anche Catanzaro sembra appetita dagli azzurri (è stato fatto ad esempio il nome dell’ex sindaco Sergio Abramo, sostenuto dal neo consigliere regionale Marco Polimeni). Il potente Filippo Mancuso – uomo forte della Lega e attualmente vicepresidente della Giunta regionale – ieri ha messo i paletti, frenando gli eccessi e mettendo nel piatto ragionamenti politici e amministrativi che sembrano essere condivisi, tra l’altro, da Fratelli d’Italia. In sintesi i maggiorenti di quello schieramento che governa Roma e la Regione dovranno decidere cosa fare: se mettere, in pratica, a terra Fiorita ora devono intervenire i tavoli politici regionali e nazionali del centrodestra, dice Mancuso. Il quale Mancuso da tempo, in verità, è indicato come il più forte candidato a sindaco della sua coalizione. In più sorgono perplessità sulla fine che faranno alcuni finanziamenti: PNNR. Stadio Ceravolo, mancanza di rappresentanti alle elezioni per la Provincia in caso di dimissioni dei consiglieri comunali etc etc. Inoltre in questa partita a scacchi Fratelli d’Italia non avrebbe alcuna postazione tra Reggio, Crotone e Catanzaro. Ed è il partito del presidente del Consiglio!

  In sostanza una bella matassa da sbrogliare ai vari livelli (non solo quindi quelli della città) per il centrodestra, che si interroga però anche sulle ripercussioni sull’opinione pubblica cittadina della scelta di mantenere in piedi una Giunta e un sindaco per altri mesi, con un mare di polemiche quotidiane che hanno ormai raggiunto il culmine su vari e diversi aspetti. Penso solo allo stato penoso in cui versa il centro storico della città. Ma la partita a scacchi della politica è al di sopra (o al di sotto, questione di punti di vista) di tutto ciò e si interroga se in questo panorama conviene andare al voto tra pochi mesi o alla scadenza naturale, per i vari giochi di potere ad incastro e i giochetti della politica, mantenendo così in piedi un quadro politico tanto incerto. Questione appunto di punti di vista ma poi dici che la gente perché non va più ai seggi elettorali! 


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