
di SETTIMIO PAONE
Crisi energetica e lavoro. Sul tema abbiamo raggiunto telefonicamente Daniele Carchidi di Slc Cgil Nazionale, sindacalista calabrese che da anni opera nella capitale per la Cgil nel settore delle Telecomunicazioni, a cui abbiamo posto degli interrogativi.
Come sindacato pensate che maggiore smart working possa risolvere una questione così complessa?
"La crisi energetica attuale, aggravata dalle tensioni internazionali, sta incidendo fortemente sui lavoratori con un aumento insostenibile dei costi. Nella consapevolezza che lo smart working non è la panacea di tutti i mali, abbiamo però ritenuto che lo strumento possa dare respiro alle lavoratrici ed ai lavoratori del settore delle Telecomunicazioni."
Servirebbe ben altro quindi?
"Davanti ad una emergenza straordinaria, il governo dovrebbe introdurre misure eccezionali per dare respiro a chi contribuisce al sistema produttivo del paese e al pagamento delle tasse. Non può essere il taglio di qualche centesimo sulle accise del costo del carburante la risposta, quella è una evidente "mancetta" elettorale, che alla luce del risultato emerso al referendum sulla giustizia, ha convinto veramente poco."
Il sindacato prova a fare proposte per sostituirsi alle carenze della politica?
"In assenza di misure concrete che contrastino il rischio concreto del calo del potere d'acquisto e l'aumento dei costi energetici, diretti ed indiretti, da parte del governo, come sindacato possiamo muovere esclusivamente le leve della contrattazione e gli strumenti messi a disposizione dal conttatto collettivo. Lo smart working è una componente dell'organizzazione del lavoro, che secondo noi può alleviare gli impatti di questa crisi economica sulle tasche di chu abbiamo l'onore e l'onere di rappresentare"
Non è sicuramente la prima emergenza affrontata, in passato avete ottenuto risultati tangibili per le persone?
"Ai tempi dell'emergenza Covid il settore delle telecomunicazioni fece da apripista ai processi di remotizzazione delle attività, per questo abbiamo chiesto ad Asstel un incontro urgente per adeguare il Protocollo sul Lavoro Agile a questa nuova emergenza. Utilizzare maggiormente il lavoro da remoto, con la prospettiva dell'emergenza energetica, non è sicuramente una risposta strutturale al problema, ma può essere uno strumento per ridurre gli impatti economici di una crisi mondiale che sicuramente non è responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori, che però ricadrà inevitabilmente su di loro."
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