Crotone, Pirillo (Cittadini LIberi): "Mai eseguita la bonifica in località Vescovatello"
05 marzo 2026 12:24Nel 2020 il Comune di Crotone emette un’ordinanza sindacale per la bonifica e rimozione di materiali contenenti amianto in evidente stato di degrado su un manufatto in località Vescovatello. Un provvedimento adottato a tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Passano sei anni.
Sei anni nei quali quell’ordinanza non viene ottemperata e la bonifica non viene eseguita. Oggi, nel 2026, è lo stesso Comune di Crotone a scriverlo nero su bianco in una determinazione dirigenziale. Nel documento si legge infatti che la mancata esecuzione dell’ordinanza ha creato una situazione di stallo che aggrava l’esposizione al rischio ambientale e sanitario. Non si tratta di una valutazione politica o di un’opinione di cittadini o comitati.
Si tratta di quanto viene riportato in un atto ufficiale del Comune di Crotone. Dopo sei anni, l’amministrazione dispone l’effettuazione di tre campionamenti di terreno superficiale (top soil) nelle aree limitrofe al manufatto, per verificare l’eventuale presenza di amianto. Il costo dell’operazione è di 1000 euro. Una cifra estremamente contenuta se si considera che si tratta di verifiche relative a un potenziale rischio sanitario connesso alla presenza di amianto degradato, materiale noto per essere associato a patologie gravissime come il mesotelioma. Un ulteriore elemento che merita attenzione riguarda la data della richiesta di campionamento ad ARPACAL, formulata il 25 febbraio 2026.
Tale iniziativa arriva solo dopo che la vicenda è stata sollevata pubblicamente dai cittadini, generando un ampio dibattito e una forte attenzione da parte dell’opinione pubblica. Nel frattempo, davanti a genitori e studenti, il sindaco di Crotone ha invitato a non fare allarmismo e ad attendere i risultati delle analisi.
Tuttavia, nello stesso momento, un atto tecnico del Comune riconosce che la mancata bonifica per sei anni ha determinato una situazione che aggrava l’esposizione al rischio ambientale e sanitario.
Due elementi che pongono inevitabilmente una questione di responsabilità amministrativa.
Se nel 2020 era necessario intervenire per tutelare la salute pubblica, appare legittimo chiedersi perché il monitoraggio ambientale venga disposto solo nel 2026. Alla luce di questi elementi, il documento sarà trasmesso alla Procura della Repubblica come integrazione della documentazione già prodotta. Quando si parla di amianto, di salute pubblica e di sei anni di ritardi nell’attuazione di un’ordinanza di bonifica, non si tratta più di polemica politica. Si tratta di omissioni.
Cittadini Liberi
Il Presidente
Dott. Geol. Giuseppe Pirillo
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