“Da radical chic a radical choc” conquista i lettori. L’intervista agli autori

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images “Da radical chic a radical choc” conquista i lettori. L’intervista agli autori
“Da radical chic a radical choc”
  01 dicembre 2020 09:14

di FRANCESCA FROIO

“Da radical chic a radical choc”, questo il titolo del libro che, scritto da Emilio Grimaldi e Andrea Trisciuoglio, a pochi giorni dalla sua pubblicazione sta conquistando l’interesse ed il coinvolgimento di numerosi lettori.

Banner

 Frutto di due vite che si intrecciano, quella del giornalista calabrese Emilio Grimaldi e del radicale, antiproibizionista, anticonformista e precursore dei tempi, Andrea Trisciuglio. Il libro nasce per raccontare la storia speciale di quest’ultimo, da anni impegnato in una battaglia importante.

Banner

Qui l'intervista realizzata grazie alla collaborazione di chi, con passione e tenacia, ha scritto il libro: Andrea ed Emilio.

Banner

 Chi è Andrea, e qual è la sua battaglia?

Andrea è un ragazzo pugliese che è vissuto sempre in salita: per l’acquisizione dei diritti, per tutti. In primis per chi ha difficoltà a chiederli. La patologia di cui soffre, la sclerosi multipla, è solo un dettaglio del suo modo di intendere la vita. Certo, un dettaglio importante, con tutte le conseguenze che conosciamo. Lui la chiama “l’intrusa”. Che ad un certo punto ha fatto capolino nel suo corpo e nel suo spirito.

Sulla “battaglia” abbiamo avuto qualche resistenza a codificarla nel momento in cui abbiamo deciso il titolo e il sottotitolo. Oggigiorno è un termine talmente abusato che non si distinguono più le vere dalle false o subdole.

Ma c’è una battaglia?

Certo che c’è. Ma non la chiameremmo battaglia. Semplicemente impegno governato da una sete più dura, più radicale di altri. Come direbbe Marco Pannella.

E qual è?

La libertà di cura con la cannabis. Ormai è scientificamente accertata come farmaco. Nel libro abbiamo inserito contributi di specialisti in modo sintetico e appassionante. Possiamo anticipare che il ministero della Salute dà la possibilità a tutti i medici di prescriverla. Tuttavia, la burocrazia è così complessa e macchinosa che i malati sono costretti ad aspettare le calende greche per riceverla.

Da dove arriva?

Dall’Olanda. Al costo di 8 euro al grammo circa. E qualcosa dallo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, dove lo Stato finalmente si è deciso a coltivarla. Ma è ancora poco.

Andrea viene da una famiglia molto colta e radicale. Si porta un bagaglio prezioso che ha condizionato, se vogliamo, anche un po' la scelta del titolo, giusto?

Mah, non crediamo. Andrea ha due genitori fantastici. Due radicali della prima ora. Ma il titolo è opera sua. Direttamente partorito dalla sua fantasia. È da quando è piccolo che dà i titoli alle cose: dal giornale della scuola Poerino che lo legge al gruppo musicale Caos (che sta per Cosa Abbiamo Ottenuto Scherzando), dal sito lapianTiamo a tanto altro.

E cosa significa?

Non sapremmo fino in fondo. I titoli di solito dicono tutto. Ma non sono obbligati a farlo per forza. Certe volte basta uno spiazzamento per lasciare intendere un significato. Nel nostro caso, crediamo che lo “choc” sia la situazione in cui si trova il lettore dopo aver letto il libro. Choc dalla storia personale di Andrea, dal suo essere contemporaneamente radicale e cristiano. Choc anche da tutta questa storia della cannabis. Choc ci sta bene: controbilancia lo chic dei radicali senza sete e fame di giustizia.

Nel libro l’obiettivo da raggiungere è un obiettivo che appartiene a tutti e non al singolo. Grazie a questo la Puglia è, infatti, tra le regioni che sono riuscite a raggiungere importanti risultati. Quanto ancora però si può e si deve fare?

Si può fare tanto. Pensi al Colorado in America. Al fatto che con la cannabis lo Stato non solo non fa più pagare le tasse ai cittadini, ma sta pensando di restituire le vecchie. Andrea ha un desiderio: un Colorado nella mia Puglia. Con la Cannabis dappertutto. Che bonifica i terreni avvelenati dall’Ilva; che produce tutto: dalle industrie delle automobili ai vestiti. E ovviamente con i malati che non devono più aspettare per aver la dose.

Un libro che non solo permette di vivere la storia dall’interno, ma che fornisce allo stesso tempo anche la chiave per comprendere nozioni e conoscenze dal valore scientifico e informativo. Quanto è importante includere anche questo aspetto, per far capire al mondo di cosa si sta davvero parlando?

La conoscenza è fondamentale nella crescita di ogni singolo uomo, del cittadino. In questo caso siamo obbligati a leggere e studiare per informarci bene perché la “cultura” in cui viviamo parte dal presupposto che la cannabis sia materia esclusiva delle associazioni a delinquere. E che proprio per questo non possa rilasciare niente di positivo. Un pregiudizio che frena ancora la libera predisposizione all’informazione. Prima bisogna “distruggere gli idola”, come direbbe Bacon, il filosofo inglese del Rinascimento. E poi incamerare le nozioni giuste.

Il pregiudizio, mi pare, allora, assumi in questo lavoro un aspetto molto rilevante, in chiave anche un po' storica se vogliamo.

Il pregiudizio è il rovescio della medaglia della cannabis. Da una parte c’è la canapa con tutta la sua storia gloriosa - vi sono testimonianze che certificano il suo uso già nel 10 mila a. C., i suoi benefici; la sua industria: automobilistica, etanolo, carta, tessile; la sua poesia - dall’altra il prosciutto che ci copre gli occhi. Pensi che il lungimirante Henry Ford nel 1930 aveva costruito un prototipo di auto, tutto di cannabis: la famosa Hemp Body Car. Dall’etanolo, che avrebbe scongiurato tutto l’inquinamento di cui soffriamo oggi, alla carrozzeria: molto più leggera e resistente del ferro battuto.

Come mai non se ne fece più niente?

Perché in America viveva un signore, Harry Anslinger, ispettore del Federal Bureau of Narcotics (FBN) che mise in piedi una campagna di diffamazione straordinaria. A leggerla adesso ci fanno anche ridere alcune sue deduzioni: come il fatto che sarebbe stata responsabile degli efferati omicidi che in quegli anni occupavano le prime pagine dei giornali; come “l’erba del diavolo”; come il fatto che “costringerebbe le donne bianche ad avere rapporti sessuali con uomini di colore”. Una diffamazione che da lì a poco avrebbe partorito la Marihuana Tax Act. Ma sotto sotto i motivi erano altri, più materiali, più terra terra diciamo: i soldi. La cannabis avrebbe compromesso i vantaggi economici di una nascente e fiorente industria petrolifera.

L’ultima pagina è invece dedicata al sogno di Andrea. Vi va di anticiparci qualcosa?

(Sorridono) Ne abbiamo già parlato: il Colorado del Mediterraneo in Puglia.

Nulla accade per caso nella vita. Assieme avete concretizzato questo meraviglioso progetto, ma come ha avuto inizio tutto ciò?

Grazie a Marco Marchese, fondatore di una giovane casa editrice: Officine editoriali da Cleto. Ci conosceva entrambi, e separatamente. Così avrà pensato: Emilio è un giornalista e uno scrittore pazzo – nel senso erasmiano del termine - Andrea un radicale con tanta sete di diritti. Perché no?

E così è stato.

Come e dove è possibile acquistare Da radical chic a radical choc?

Facile. Basta collegarsi a https://www.officineeditorialidacleto.it/prodotto/da-radical-chic-a-radical-choc-di-emilio-grimaldi-e-andrea-trisciuoglio/ Oppure, se qualcuno dovesse avere difficoltà a richiederlo su internet, basta che lo dica in giro. Marco saprà come e dove recapitare il messaggio, tranquilli!

 

 

 

                                                                     

                               Andrea Trisciuoglio                                                                                                                    Emilio Grimaldi 

 

 

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner