Da Roma i Comitati denunciano "l’aver inserito nella NADEF un DDL per l’attuazione dell’Autonomia Differenziata"

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  03 novembre 2021 20:59

Il 31 ottobre a Roma, presso la sala Fredda della Cgil, si è tenuta l’Assemblea Nazionale dei Comitati per il ritiro di ogni Autonomia Differenziata, per l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti. I lavori sono stati aperti dalle relazioni introduttive di Marina Boscaino - portavoce dei Comitati - e di Massimo Villone, Andrea del Monaco e Paolo Berdini.

Sono intervenuti, tra gli altri, i senatori De Falco, De Bonis e Granato; il deputato Silvestri; Anna Falcone; Jasmine Cristallo. Nonché rappresentanti di: ANAO - ANPI – Carte in regola - Casa internazionale delle donne – Coordinamento Democrazia Costituzionale - Cittadinanza e minoranze - COBAS - Democrazia e Lavoro Cgil - Flc Cgil -Forum italiano dei movimenti per l’acqua - Forum salute - Giuristi democratici - Indipendenza - Lavoro e Salute - Left - Libertà e giustizia – Nostra - PCI - Recovery sud - Rete dei numeri pari - Rete delle città in comune – Riconquistiamo tutto Cgil - SGB - Sinistra italiana - Uds – Uil scuola - USB – Volere la luna.

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Al termine dei lavori, seguiti in presenza da circa 70 persone ed online (https://www.youtube.com/watch?v=X_hr-BglnRQ) da oltre 800, è stato approvato un documento nel quale si denuncia e condanna l’aver inserito ancora una volta nella NADEF, come lo scorso anno, un DDL per l’attuazione dell’Autonomia Differenziata, sottraendola così a qualunque dibattito reale nel Paese e alla possibilità di sottoporla poi eventualmente a referendum.

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"Un DDL di cui non si sa nulla: nulla esiste di scritto, di pubblico, di conosciuto e discutibile. In una situazione del Paese che ha visto e vede i disastri della prima regionalizzazione nella sanità, ai quali si è sommata l’incapacità delle Regioni ad assicurare sicurezza nelle scuole e nei trasporti; in una situazione che vede aumentare ogni giorno di più le diseguaglianze tra i territori e all’interno dei territori stessi, dal Nord al Sud del Paese, è inaccettabile che un governo pensi di fare anche solo un minimo passo avanti sulla strada dell’AD, nel silenzio generale. Lungi dall’affrontare i problemi del Paese, qualunque atto concreto verso l’AD aumenterebbe certamente la forbice già ampia delle diseguaglianze e avvicinerebbe la Repubblica al pericolo del suo smembramento e della sua “balcanizzazione”.

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Su questa base l’assemblea ha deciso di:  "sostenere la raccolta firme sulle due petizioni presentate in Emilia-Romagna e in Lombardia per il ritiro delle rispettive richieste di intesa con lo Stato per l’attuazione dell’AD;   costituire un Tavolo di coordinamento tra i soggetti presenti per organizzare la mobilitazione ed impedire che il DDL venga inserito nella Legge di Bilancio. A questo scopo il Tavolo: redigerà lettere aperte a soggetti istituzionali affinché si oppongano a collegare l’AD alla Legge di Bilancio e una petizione sul tema della trasparenza delle procedure e sulla democrazia e organizzerà, in occasione della discussione della Legge di Bilancio, un grande presidio nazionale, a Roma, davanti al Parlamento. Tutto ciò come primo passo per chiedere che l’Autonomia differenziata venga abbandonata e si apra finalmente nel Paese un vero dibattito pubblico che - oltre ad informare i cittadini su ciò che si sta preparando e permettere di mettere in campo tutte le iniziative necessarie (sia di mobilitazione che istituzionali), ne rilevi i bisogni e le necessità; non si può procedere a trasformazioni così profonde della Repubblica senza un approfondito coinvolgimento di tutti i cittadini e tutte le cittadine, seguendo il vecchio brocardo che ‘ciò che riguarda tutti da tutti deve essere deciso".

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