Da Savona a Capo Sud: 20 anni fa il viaggio giornalistico di Paolo Rumiz poi diventato letteratura

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Da Savona a Capo Sud: 20 anni fa il viaggio giornalistico di Paolo Rumiz poi diventato letteratura
Paolo Rumiz

  13 luglio 2026 09:25

Il prossimo 31 luglio 2026 ricorrono i primi venti anni dell’epico e memorabile viaggio di Paolo Rumiz (Trieste 1947) “Da Savona a Capo Sud” effettuato lungo l’impervio ma affascinante Appennino con una
vecchia Fiat 500 Topolino e raccontato sul quotidiano cartaceo nazionale “la Repubblica” fino al 24 agosto, quando è arrivato a Melito Porto Salvo  considerato geograficamente il punto più a Sud della
penisola italiana. Un viaggio anche simbolico per unire ancora di più un’Italia traballante sulla sua identità storica e culturale.

Poi, l’anno dopo nel 2007, tale affascinante resoconto è stato ripubblicato da Feltrinelli nel libro “La leggenda dei monti naviganti” dove si può rileggere l’arrivo a Capo Sud Italia alle pagine 337-339. Ed è stato così grande il successo di questa avvincente narrazione che ha avuto altre edizioni. Così Capo Sud Italia è diventato pure “letteratura”. L’Università delle Generazioni di Badolato (CZ) intende celebrare tale ricorrenza pure per esortare i calabresi (e in particolare i reggini) a valorizzare sempre più “Capo Sud Italia” una esclusività tutta loro che potrebbe essere condivisa, pure tramite un adeguato gemellaggio, con le altre due punte più a Sud d’Europa: Punta Tarìfa (Spagna, vicino
Gibilterra) e Capo Matapan (Grecia, nel Peloponneso). Questo cosiddetto “tridente continentale” viene rappresentato dal famoso ed emblematico “Tridente di Nettuno” il mitico dio greco-romano del mare Mediterraeo.

Inoltre, sarebbe assai utile (pure per attrarre “turismo ricco” e investimenti mirati) realizzare un apposito gemellaggio con Capo Nord (Norvegia), come già previsto fin dal luglio 1999 dall’apposito
“Progetto Capo Sud” che il giornalista badolatese Domenico Lanciano ha presentato all’allora presidente della Provincia di Reggio Calabria, Cosimo Antonio Calabrò, e a tutte le altre Istituzioni locali e regionali, producendo i primi ed incoraggianti èsiti socio-economici e culturali.

Ricordiamo che già da quel luglio 1999 tale Progetto individuava “Capo Sud” da Brancaleone – Faro Spartivento fino a Scilla sia per evitare inutili campanilismi (come purtroppo è già avvenuto) sia per agire in sinergia e sia perché la costa corre quasi parallela proprio in questo incantevole sud reggino, detentore di una meravigliosa esclusività  geografica. Una esclusività che i reggini (e per esteso tutti i calabresi) hanno il dovere e la responsabilità di gestire al meglio possibile per la propria dignità ma anche agli occhi del resto d’Italia, del Mediterraneo e del mondo … onòri ed òneri che potrebbero portare, tra tanto altro, ad un considerevole rèddito individuale, familiare e sociale almeno nelle
Comunità più direttamente interessate. 


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.