Da Squillace un inno alla pace

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  04 luglio 2022 19:00

Esistono tanti modi per affrontare il tema della pace e per stimolare riflessioni, individuali e comunitarie su questo delicato argomento. Il Centro Studi e Ricerche sulla Prima Italia, ente voluto dall’amministrazione comunale di Squillace, di cui è presidente il prof. Armin Wolf, la nuova scuola Pitagorica di Crotone, l’associazione culturale la Pigna e la parrocchia S. Maria Assunta di Squillace, hanno realizzato nei giorni scorsi un evento a più dimensioni. L’inizio della manifestazione è stato caratterizzato dalla mostra fotografica, dal titolo “l’infanzia rubata, la guerra negli occhi” allestita sulla scalinata del palazzo delle culture di Squillace.

Sono state circa 15 le foto esposte, scattate dal famoso fotografo toscano Pino Bertelli, il quale attraverso la sua macchina fotografica ha realizzato un vero e proprio atto di accusa contro i conflitti che stanno dilaniando il mondo e, soprattutto, un monito a non chiudere gli occhi di fronte allo sguardo inerme dei tanti bambini vittime, ogni giorno, delle barbarie delle guerre.   

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Successivamente l’assessore alla programmazione e turismo del comune di Squillace, il sociologo Franco Caccia, ha rimarcato la scelta operata dal comune di Squillace di facilitare una riflessione a più voci e con linguaggi diversi su un tema di scottante attualità ma che ha origini antiche.

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Proprio sul tema delle origini si è soffermato l’articolato intervento del prof. Salvatore Mongiardo, direttore del Centro Studi e ricerche sulla Prima Italia, il quale ha rimarcato la centralità della Calabria. Millenni fa in Calabria e altrove, ha precisato Mongiardo, le popolazioni neolitiche guidate dalle madri vivevano felici in comunità e senza armi: oggi dobbiamo riprendere quel modello non competitivo che aiuta tutti a vivere senza violenza.  Un mondo senza armi si può realizzare se lo desideriamo veramente e se metteremo in campo azioni concrete per obbligare i governi a distruggere le armi e a proibirne la loro produzione. Successivamente è intervenuto Eugenio Mercuri, direttore del centro culturale Kropos, innovativa esperienza nata di recente all’interno di un centro commerciale sito nel comune di Cropani.

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E’ stata proprio la fattiva collaborazione di questo centro culturale a rendere possibile l’allestimento della mostra fotografica di Bertelli. Mercuri ci ha tenuto a precisare che è un dovere di tutti lavorare per mettere fine ad ogni conflitto e gli sguardi dei bambini, costretti a vivere in luoghi pieni di privazioni in cui non viene riconosciuto alcun diritto, sono più efficaci di tante parole. Dopo la lettura, a cura del regista-attore Saverio Tavano, di alcuni brani sulla pace scritti da Sant’Agostino è intervenuto il sindaco di Monasterace, Cesare Deleo sottolineando i legami storici e le affinità urbanistiche tra Squillace e Monasterace, nonché il lavoro intrapreso insieme a Salvatore Mongiardo, cultore di storia antica e promotore poliedrico di eventi culturali.  La seconda parte della manifestazione ha avuto luogo nella Cattedrale di Squillace dove mirate riflessioni del parroco, don Enzo Iezzi, sui temi della pace e della concordia tra i popoli, sono stati intervallati da canti musiche e danze ad opera della Schola cantorum S. Cecilia, diretta da Mimmo Laugelli.

La bravura dei diversi interpreti e la selezione dei brani ha creato un’atmosfera idilliaca di rara bellezza ed intensità. Il tocco finale è stato una gradita quanto inaspettata sorpresa: un inno ucraino interpretato da bambini e mamme ucraine, da alcuni mesi ospiti presso i locali dell’ex seminario vescovile di Squillace. Un momento breve ma intenso che ha avuto la capacità di generare in tutti i presenti emozioni che resteranno a testimonianza di una giornata di grande spessore umano.  La bella manifestazione si è poi conclusa con un atto di valore simbolico: la distruzione in piazza, per mano dei bambini presenti, di armi giocattolo. Un modo efficace per sollecitare le famiglie ma, possibilmente, anche i decisori a mettere fine ad investimenti che contribuiscono alla morte per sostenere, al contrario, spese capaci di generare benessere e felicità tra le persone ed i popoli.  

 

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