
Dal giugno 2020 a oggi, nell’ambito del Progetto di polizia I-Can (Interpol Cooperation against 'ndrangheta), sono stati localizzate e arrestate 181 persone collegate alla 'ndrangheta (di cui 70 latitanti) in 32 Paesi del mondo e sono state sequestrate ingenti somme di denaro, droga e armi. In particolare, dall’1 gennaio 2025 sono stati arrestati 78 'ndranghetisti, di cui 19 latitanti, in 15 Paesi: tra di loro boss ed elementi di spicco individuati in Belgio, Colombia, Costa Rica, Spagna, Marocco e Germania. Sono i principali risultati operativi del Progetto, nato appunto sei anni fa, resi noti in occasione della sesta riunione dello Steering Committee che ha visto incontrarsi a Roma i delegati di 60 nazioni: comitato copresieduto dal vice capo della Polizia Raffaele Grassi e dal direttore esecutivo per le Police Capabilities del Segretariato generale Interpol Harald Arm, con la presenza del Project leader primo dirigente della Polizia di Stato Simone Pioletti e di un dirigente del Bundeskriminalamt (Bka) tedesco. Obiettivo dell’incontro, valutare i risultati conseguiti e definire le linee strategiche future.
Sempre dal 2020 a oggi, le estradizioni/consegne effettuate dall’Unità I-Can del Servizio cooperazione internazionale di polizia sono state 95.il Crime analysis file (Caf) del Progetto conta oltre 137mila entità censite, con un incremento l'anno scorso del 110%, rispetto al periodo 2020-2024. Grazie alle attività di analisi, è stata elaborata una mappatura della 'ndrangheta in ben 85 Paesi del mondo.
Importante anche l’attività di formazione e sensibilizzazione sul fenomeno: oltre 2500 operatori di Polizia dei 28 Paesi partner hanno ricevuto specifica formazione tecnica. Dal 2025 ad oggi, I-Can ha organizzato e coordinato 77 riunioni info-operative e strategiche in Italia e all’estero. Negli ultimi due anni è stata assicurata una proficua sinergia con altre iniziative a livello europeo come il Programma El PacCTO 2.0, i Progetti in area balcanica, @ON, la Silver Notice ed è stato realizzato l’obiettivo strategico di assicurare la partecipazione del Progetto I-Can alle azioni operative del programma Empact della Commissione europea, nei Paesi e nei settori di principale interesse della 'ndrangheta.
La 'ndrangheta "è una delle più potenti e segrete holding poli-criminali transnazionali, broker mondiale del commercio della cocaina, specialmente tra il Sud America e l’Europa, ad oggi presente in almeno 85 Paesi del globo. Inoltre, rappresenta una minaccia di tipo ibrido, in quanto ha la capacità di infiltrarsi nel tessuto economico legale e nelle istituzioni degli altri Paesi e sfrutta le nuove e più avanzate tecnologie, dalle cripto-valute, all’intelligenza artificiale, per il riciclaggio". Ha sottolineato il vice capo della Polizia, Raffaele Grassi.
Secondo il direttore esecutivo delle Capacità di polizia del Segretariato generale di Interpol, Harald Arm, "non si tratta più di una questione regionale italiana, ma di una minaccia transnazionale che richiede una risposta internazionale coordinata. Di conseguenza, il Progetto si è ampliato da 8 a 28 Paesi, mentre Interpol continua a rafforzare la cooperazione internazionale per contrastare e smantellare queste reti in tutto il mondo".
Il Progetto, come sostenuto dal Project leader Simone Pioletti, "con un approccio di tipo olistico, assicura lo scambio di informazioni e best practices, persegue lo smantellamento delle organizzazioni criminali, la localizzazione e la cattura dei latitanti, la ricerca, il sequestro e il recupero dei beni economico - finanziari riconducibili alla ‘ndrangheta all’estero, anche attraverso l’utilizzo di specifici strumenti di asset tracing, quali le Silver notices Interpol. Inoltre, il Progetto vuole identificare nuove tendenze di infiltrazione della 'ndrangheta nell’economia legale e nelle istituzioni e, individuare, analizzare e contrastare i nexus criminali della 'ndrangheta all’estero con altri sodalizi come la mafia balcanica e i cartelli sudamericani, tra cui il Primeiro Comando da Capital, il Tren de Aragua e i cartelli messicani".
A conclusione dell’incontro c’è stato il passaggio di consegne tra l’attuale Project leader Simone Pioletti e il colonnello dei Carabinieri Giorgio Tommaseo, che guiderà il Progetto I-Can per il Dipartimento della pubblica sicurezza nel suo proseguo.
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