
Un’aula di tribunale trasformata in laboratorio di cittadinanza attiva, dove il diritto incontra l’educazione e i giovani diventano protagonisti della legalità. È quanto accaduto il 16 maggio, al Tribunale di Lamezia Terme, dove un gruppo di studenti e studentesse provenienti dalle classi 2^A del Liceo Made in Italy e 2^D e 2^B del Liceo delle Scienze Umane, hanno preso parte al progetto “Ciak… un processo simulato per evitare un vero processo”, un’iniziativa ormai consolidata nel panorama educativo calabrese. Ideato nel 2014, il progetto coinvolge ogni anno migliaia di studenti degli istituti scolastici della regione con l’obiettivo di avvicinare i giovani alla giustizia minorile attraverso un’esperienza diretta e coinvolgente, al fine di responsabilizzare i giovani sul problema dibattuto, ma più in generale, di promuovere quella cultura della legalità, che è l’unica vera forma di contrasto e di prevenzione dei sempre più pervasivi fenomeni di disagio giovanile.
L’istituto lametino, diretto dalla Dott.ssa Susanna Mustari, ha aderito ufficialmente al progetto il 20 ottobre 2025, sul solco delle esperienze pregresse e, dopo mesi di preparazione, gli studenti hanno avuto l’opportunità di cimentarsi nella simulazione del processo tratto dal copione “La Tavernetta”, una storia incentrata su bullismo e cyberbullismo, temi quanto mai attuali e vicini al mondo giovanile.
Fondamentale è stato l’incontro formativo del 13 marzo scorso, guidato dall’avv. Caterina Berlingieri e dalla dott.ssa Maria Mirabelli, che hanno accompagnato i ragazzi in un percorso di riflessione e approfondimento sui temi della legalità, della responsabilità personale e delle conseguenze sociali dei comportamenti devianti.
Nei mesi successivi, i gruppi coinvolti si sono incontrati più volte per preparare il copione e approfondire i ruoli assegnati. Guidati e affiancati dalle Prof.sse Donatella Cittadino e Ippolita Riommi, referenti del progetto, gli studenti si sono calati nei panni di giudici, avvocati, cancellieri, imputati e testimoni, vivendo con intensità ed entusiasmo ogni fase della simulazione.
Il 16 mattina, davanti al Tribunale di Lamezia Terme, l’emozione era palpabile. I ragazzi hanno dato vita alla rappresentazione con grande partecipazione e sorprendente maturità, dimostrando serietà, consapevolezza e spirito di collaborazione. Un’esperienza che ha lasciato il segno non solo dal punto di vista formativo, ma anche umano.
Al termine della simulazione, la dottoressa Mirabelli ha espresso parole di grande apprezzamento per il lavoro svolto, per l’entusiasmo, l’impegno e il coinvolgimento dimostrati dalle studentesse e dagli studenti.
«Vedere i nostri allievi muoversi con serietà, rigore e partecipazione all’interno di un’aula di tribunale», ha dichiarato la Dirigente Mustari, «significa constatare quanto la scuola possa incidere nella costruzione di una cittadinanza attiva e consapevole. La legalità non è un concetto astratto, ma un esercizio quotidiano che richiede ascolto, empatia e capacità di comprendere le conseguenze delle proprie azioni».
Ha poi rivolto un ringraziamento sentito alle docenti referenti, per la cura del percorso e ai professionisti che hanno accompagnato gli studenti nella preparazione, riconoscendo la forza di una rete educativa che unisce scuola, istituzioni e territorio in un impegno comune.
«Esperienze come questa», ha concluso, «non solo arricchiscono il bagaglio culturale dei nostri studenti, ma contribuiscono a formare cittadini più consapevoli, capaci di scegliere, di comprendere e di agire. È in queste occasioni che la scuola manifesta pienamente la sua missione educativa».
L’iniziativa si conferma, così, uno straordinario strumentopedagogico capace di parlare ai giovani con un linguaggio concreto e partecipativo, trasformando il processo penale minorile in un’occasione di crescita, confronto e consapevolezza civile.
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