Dal viaggio apostolico di Papa Leone alla Calabria: don Corapi rilancia il messaggio agli universitari di Catanzaro

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  18 aprile 2026 10:21

 Nel contesto del suo viaggio apostolico in Africa Centrale, Papa Leone ha incontrato il mondo universitario, rivolgendo ai giovani un appello diretto e impegnativo: “Non guardate dall’altra parte, siate persone reali.” Un invito che interpella le nuove generazioni a vivere con autenticità il proprio tempo, senza cedere all’indifferenza, alla superficialità o alle logiche dell’apparenza.Il Santo Padre ha richiamato gli studenti a non chiudersi nell’isolamento individualista, ma a farsi protagonisti consapevoli della storia, capaci di responsabilità, verità e impegno concreto. In questa prospettiva, l’università si conferma luogo decisivo di formazione integrale della persona e spazio privilegiato di incontro del sapere, dove le conoscenze non restano separate ma si confrontano, si arricchiscono e si aprono al dialogo.Queste parole, maturate nell’incontro con gli universitari africani, sono state raccolte e rilanciate nel mondo accademico italiano da don Roberto Corapi, impegnato al Campus Universitario di Catanzaro.

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Nel suo intervento, don Corapi ha sottolineato come il messaggio del Papa non sia soltanto un’esortazione morale, ma una vera e propria chiamata educativa rivolta al cuore dell’esperienza universitaria. L’università, ha evidenziato, non può essere ridotta a luogo di mera trasmissione di nozioni, ma deve tornare ad essere uno spazio in cui la persona si forma nella sua interezza.

Richiamando le parole del Pontefice, egli ha insistito sulla necessità di superare la frammentazione tra sapere e vita, tra conoscenza e coscienza. “Siate persone reali” significa, per gli studenti, non vivere divisi tra ciò che si studia e ciò che si è, ma integrare lo studio con un percorso di maturazione umana e spirituale.

Don Corapi ha inoltre evidenziato come l’università sia chiamata a custodire e promuovere il valore del dialogo autentico, contro ogni forma di isolamento o chiusura. In questo senso, il sapere non è mai fine a sé stesso, ma diventa responsabilità verso gli altri e servizio alla comunità.

Infine, ha richiamato la dimensione più profonda dell’esperienza accademica: la formazione di coscienze libere, capaci di discernimento e di scelte consapevoli. Solo così, ha concluso, l’università può davvero contribuire a generare uomini e donne capaci di abitare il proprio tempo con verità e responsabilità.


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