Dalla buona prova all’eliminazione: il Catanzaro di Gorgone scopre subito cosa migliorare

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Foto: Us Catanzaro 1929

Buone indicazioni da Ruggero e Mosti, Pafundi subito decisivo: D’Alessandro e Iemmello confermano il loro peso

  16 agosto 2026 13:00

di FILIPPO COPPOLETTA

Il risultato pesa, inevitabilmente. Il Catanzaro ha salutato ieri sera la Coppa Italia, al primo turno, eliminato dal Südtirol ai rigori dopo il 2-2 maturato nei novanta minuti. Eppure, dalla prima uscita ufficiale della squadra di Giorgio Gorgone emerge una fotografia meno amara di quanto dica il verdetto: per oltre un’ora le Aquile hanno mostrato intensità, coraggio, aggressività e una precisa idea di calcio, prima di pagare il calo fisico e soprattutto una gestione non impeccabile del finale.

Gorgone non cerca alibi dietro la lotteria dei rigori e mette subito il risultato davanti a tutto - “che è la cosa che conta sempre” - ma allo stesso tempo rivendica ciò che la sua squadra ha costruito per 75 minuti: livello, intensità, qualità. Due concetti apparentemente in contrasto che, invece, raccontano bene la serata del Ceravolo: il Catanzaro ha fornito indicazioni incoraggianti, ma ha anche mostrato uno dei limiti sui quali dovrà lavorare maggiormente.

La partita, infatti, ha seguito quasi alla perfezione il copione che Gorgone vuole imprimere alla squadra. Dopo lo svantaggio firmato da Pyyhtia, il Catanzaro ha reagito senza perdere identità, trovando il pareggio con Pafundi e poi il sorpasso con Iemmello. Nella ripresa la pressione alta ha prodotto recuperi e situazioni pericolose, mentre il Südtirol è stato progressivamente costretto ad abbassarsi.

Se da una parte “coraggio, aggressività, entusiasmo, intensità” hanno soddisfatto il tecnico nella sua prima uscita ufficiale sulla panchina giallorossa, il problema è arrivato quando la benzina ha iniziato a diminuire. Gorgone non considera negativo l’abbassamento del baricentro in sé: dopo una partita giocata a ritmi elevati, concedere qualche metro può essere fisiologico. Quello che non ha convinto il tecnico è stata la gestione di quel momento. “Non siamo stati abbastanza lucidi, scaltri ed efficaci”, ha spiegato. È il passaggio più interessante della sua analisi, perché individua un limite che non riguarda soltanto la condizione fisica, ma la capacità di leggere la partita quando cambia il suo andamento.

LE PRESTAZIONI

Tra le prestazioni più convincenti della linea difensiva, Ruggero ha mostrato attenzione nelle letture e una buona partecipazione alla costruzione dal basso. Una prestazione ordinata, nella quale ha dato l’impressione di poter garantire equilibrio anche nella nuova struttura firmata Gorgone. 

Chi ha avuto una serata interessante ma ancora tutta da decifrare è Nicola Mosti. Ha trovato anche la via del gol, poi annullato per una posizione irregolare di Candela e ha mostrato personalità nel cercare di inserirsi nella manovra offensiva. Non è stato sempre continuo, ma il suo modo di occupare gli spazi e accompagnare l’azione lascia intravedere una soluzione utile per il centrocampo di Gorgone.

Non ha deluso le aspettative Simone Pafundi. Non soltanto per il gol dell’1-1, una conclusione precisa che ha rimesso immediatamente in carreggiata il Catanzaro, ma per la capacità di muoversi tra le linee e cercare continuamente la giocata verticale. Ha dato vivacità alla trequarti e mostrato una naturale predisposizione a ricevere tra le linee e puntare la porta. La sua uscita al 73’, apparentemente per un crampo, resta l’unica vera apprensione individuale della serata. Gorgone, non a caso, lo ha definito “un talento che va alimentato”.

Note di merito anche per D’Alessandro, tra le pedine più attive e prezioso nel confezionare il pareggio e per Iemmello che fa quello che gli viene chiesto a un capitano e a un centravanti di riferimento: partecipa alla manovra, lavora per la squadra e soprattutto trasforma la pressione del Catanzaro nel gol del momentaneo sorpasso. La sua partita è durata fino all’81’, quando ha lasciato il posto ad Arditi che ha fornito un impatto concreto nella fase più delicata del match. Il tempo a disposizione è stato troppo ridotto per parlare di una vera prestazione, ma sufficiente per registrare una risposta positiva nel momento di maggiore pressione. Oggi, con un attacco ridotto all’osso, è inverosimile parlare di una sua partenza.

In definitiva, la gara consegna a Gorgone una base sulla quale lavorare ma anche un avvertimento molto preciso. Il Catanzaro ha già mostrato alcuni dei tratti che il tecnico vuole vedere, ma deve ancora imparare a governare le partite quando l'intensità inevitabilmente cala. È proprio quella gestione, più che l'aggressività, il passaggio successivo nel percorso di crescita della squadra.