Dalla Chiesa, 44 anni dopo l’omicidio don Corapi ai giovani: "Scegliete il bene"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Dalla Chiesa, 44 anni dopo l’omicidio don Corapi ai giovani: "Scegliete il bene"


  03 settembre 2026 15:17

"Ci sono date che non devono essere soltanto ricordate. Devono essere custodite nel cuore. Il 3 settembre 1982 è una di queste. Quella sera, a Palermo, il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo furono assassinati dalla mafia. Non fu soltanto l’uccisione di tre persone. Fu un attacco alla dignità dello Stato, alla legalità, alla democrazia e alla coscienza di un intero Paese". Lo scrive in una n ota il cappellano del campus universitario di Catanzaro, Don Roberto Corapi. 

A distanza di 44 anni, il loro sacrificio continua a parlare. E oggi parla soprattutto ai giovani del Campus Universitario di Catanzaro. È a loro che don Roberto Corapi affida un messaggio forte, senza mezze parole:

«Non lasciate che la memoria diventi una fotografia ingiallita. Lasciate che diventi una scelta. Ogni giorno.» Ricordare dalla Chiesa significa chiedersi da che parte vogliamo stare. Dalla parte di chi si gira dall’altra parte o dalla parte di chi ha il coraggio di guardare il male negli occhi? Dalla parte dell’indifferenza o dalla parte della responsabilità? Dalla parte della paura o dalla parte della verità?

Il male non ha sempre il volto della violenza. Può nascondersi nell’indifferenza, nella complicità, nella menzogna, nella corruzione, nell’arroganza, nell’omertà, nel pensare che ciò che accade agli altri non ci riguardi. Ed è proprio qui che la testimonianza di dalla Chiesa diventa attuale.

«Ai giovani – sottolinea don Roberto Corapi – dobbiamo insegnare non soltanto a conoscere il bene, ma ad avere il coraggio di fare bene il bene. E dobbiamo educarli a riconoscere e a rifiutare il male, in tutte le sue forme. Perché ogni volta che scegliamo il bene, anche nelle piccole cose, contribuiamo a rendere più forte la società».

Il Campus Universitario di Catanzaro diventa così luogo di memoria, ma soprattutto luogo di coscienza.

Perché l’università forma professionisti, ma prima ancora deve formare donne e uomini liberi, responsabili e capaci di scegliere. Il Generale dalla Chiesa non ci chiede soltanto di ricordarlo. Ci chiede, attraverso la sua testimonianza, di non arrenderci al male.

Ai giovani di oggi consegniamo allora una domanda semplice, ma scomoda: Quando il bene avrà bisogno di noi, da che parte saremo? La risposta non può essere rimandata a domani.

Il bene si sceglie oggi. La legalità si vive oggi. La coscienza si educa oggi. E forse è proprio questo il modo più vero per onorare il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa e tutti coloro che hanno pagato con la propria vita la fedeltà alla giustizia e al bene comune: non permettere che il loro sacrificio sia stato inutile. Mai.