Dalla terra alla tavola: Naturium riscopre i sapori autentici della Calabria

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  27 luglio 2026 13:35

Non soltanto promozione commerciale, ma un vero e proprio lavoro di riscoperta culturale, tutela del territorio e sensibilizzazione dei consumatori. È questo lo spirito con cui il progetto Naturium prosegue il suo percorso dedicato ai prodotti calabresi, portando nei propri punti vendita le storie, i sapori e le eccellenze delle piccole aziende agricole regionali.

Nell’ambito delle iniziative del “Mese della Calabria”, l’attenzione si concentra in questi giorni su una particolare varietà di uva coltivata nella zona di Monasterace, in una conca particolarmente soleggiata e favorevole alla maturazione dei frutti.

«È un’uva davvero straordinaria, che nasce in una terra baciata dal sole», sottolinea Giovanni Sgrò, ideatore del progetto Naturium. «Il produttore che la coltiva ci rifornisce ormai da circa otto anni. Ogni stagione ci offre un prodotto di grande qualità, espressione autentica del territorio e del lavoro agricolo tradizionale».

La disponibilità, tuttavia, è necessariamente limitata. La finestra di raccolta si conclude indicativamente entro il 10 agosto, proprio perché si tratta di una piccola produzione agricola, legata ai tempi naturali della terra e non sottoposta a pratiche intensive finalizzate a prolungarne artificialmente la presenza sul mercato.

È anche su questo aspetto che Naturium intende richiamare l’attenzione dei consumatori: i prodotti autenticamente locali non sono disponibili in quantità illimitate e durante tutto l’anno. Hanno una stagione, una durata breve e un ciclo produttivo che deve essere rispettato.

«Dobbiamo aiutare le persone a comprendere che la disponibilità limitata non rappresenta un difetto, ma un valore», osserva Sgrò. «Quando una produzione proviene da una piccola azienda agricola, coltivata secondo metodi tradizionali e senza forzature, è normale che il raccolto sia contenuto e concentrato in poche settimane».

Il progetto assume così anche una funzione educativa: recuperare la conoscenza della stagionalità, riconoscere la provenienza degli alimenti e comprendere la differenza tra una produzione agricola tradizionale e una coltivazione intensiva. Una consapevolezza che può orientare le scelte di acquisto e contribuire concretamente alla sopravvivenza delle aziende agricole locali.

Sostenere questi produttori significa, infatti, evitare l’abbandono delle campagne e mantenere vive competenze, colture e tradizioni che rappresentano una parte fondamentale dell’identità calabrese.

L’uva di Monasterace è soltanto uno degli esempi di questo percorso. Naturium porta avanti da tempo collaborazioni con piccole realtà produttive disseminate sul territorio regionale: dal pomodoro coltivato da Roberto Galati a San Vito ai mirtilli provenienti da Capistrano, fino ai frutti di bosco prodotti nelle aree di Martirano Lombardo.

Territori spesso piccoli e lontani dai grandi circuiti distributivi, ma capaci di offrire prodotti di elevata qualità. Eccellenze che rischierebbero di rimanere sconosciute senza un’attività costante di ricerca, selezione e valorizzazione.

«La nostra speranza è che queste aziende possano continuare ogni anno a produrre e a consegnarci i frutti del loro lavoro», aggiunge Sgrò. «In questo modo possiamo offrire ai clienti dei nostri supermercati prodotti autentici e, nello stesso tempo, dare un sostegno concreto a chi sceglie di rimanere in Calabria e di prendersi cura della terra».

Il percorso di promozione continua anche attraverso le degustazioni organizzate nei punti vendita, in particolare nei supermercati di Satriano e Montepaone e negli spazi del progetto Naturium. Occasioni che consentono ai consumatori non soltanto di assaggiare i prodotti, ma anche di conoscerne la provenienza, i metodi di coltivazione e le storie dei produttori.

Un modo semplice ma efficace per accorciare la distanza tra chi coltiva e chi acquista, trasformando il supermercato in un luogo di incontro, informazione e diffusione della cultura alimentare calabrese.

La riscoperta dei prodotti locali, dunque, non è un’operazione nostalgica. È una scelta culturale, economica e ambientale: significa tutelare la biodiversità, sostenere le comunità rurali e restituire valore a prodotti che raccontano, in ogni sapore, la storia e l’identità della Calabria.