



Solidarietà dal territorio al presidio di agricoltori, autotrasportatori pescatori, imprenditori e gente comune. Il Vice Presidente della Regione Calabria Filippo Mancuso e il Presidente della Provincia di Catanzaro Amedeo Mormile al fianco dei manifestanti. Si apre il primo dialogo, tra la strada e le istituzioni.
03 ottobre 2026 16:11di GIANPIERO TAVERNITI
Non è più solo la protesta di una categoria. Il presidio contro il caro carburante e il caro vita allestito a Davoli sta diventando un caso politico territoriale.
Nella giornata di oggi, al presidio ormai attivo ad oltranza tra trattori e mezzi pesanti fermi ai bordi della SS106 Jonica, sono arrivati i sindaci del comprensorio del basso jonio catanzarese. Una presenza non formale, ma di vicinanza concreta. Hanno ascoltato, hanno parlato con gli agricoltori che non riescono più a far quadrare i conti con il prezzo esagerato del gasolio, con gli autotrasportatori che gridano "non ce la facciamo più", con i pescatori che vedono le barche ferme in porto.
Segnali importanti sono arrivati anche da Catanzaro. Vicinanza ai manifestanti, è stata espressa dal Vice Presidente della Regione Calabria e dal Presidente della Provincia di Catanzaro. Presenze che danno peso istituzionale ad una mobilitazione nata dal basso, spontanea, senza sigle.
E' la prima sinergia. Il primo step.
Per la prima volta da quando è iniziata questa ondata di protesta che sta interessando tutta la Calabria e la Sicilia, si è attivato un ponte. Quello tra la gente in difficoltà e la politica territoriale. Quella politica che vive i paesi, che conosce le facce, che sa cosa significa chiudere un'azienda agricola.
Fino ad ieri c'era solo la strada. Oggi c'è un inizio di dialogo. Un dialogo che i manifestanti chiedono da giorni: non elemosine, ma risposte strutturali sul gasolio agricolo, sul costo del lavoro, sulla dignità di chi produce.
La domanda ora è una sola: continuerà questo percorso?
Questa prima sinergia locale dovrà necessariamente guardare oltre. Verso il Governo nazionale, chiamato a intervenire con misure concrete e non con sconti del 20% che non bastano. E verso la matrigna Europa, le cui politiche green e le accise stanno strozzando un intero sistema produttivo, dal campo al mare, dalla strada alla tavola.
A Davoli qualcosa si è mosso. Lo dicono le facce stanche ma determinate di chi presidia da tre giorni. Lo dice la solidarietà delle famiglie che portano un caffè caldo. Lo dicono i sindaci che non sono rimasti chiusi nei palazzi.
Qualcosa si è mosso. Ora fatelo camminare
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