Davoli, la protesta contro il caro carburante continua ad oltranza: "Non ce la facciamo più"

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  01 ottobre 2026 15:05

di GIAMPIERO TAVERNITI

Prosegue senza sosta il presidio di protesta a Davoli contro il caro carburante e il caro vita. Dopo la grande partecipazione di ieri (30.09.26) e di oggi,  agricoltori, pescatori, autotrasportatori e cittadini hanno confermato che la mobilitazione continuerà ad oltranza fino a domenica, per poi spostarsi in altre sedi della provincia.

Una manifestazione trasversale, che ha portato in piazza non solo le categorie produttive più colpite, ma anche famiglie, lavoratori dipendenti, pensionati. Gente comune che ha scelto di esprimere in modo pacifico e ordinato il proprio dissenso verso politiche economiche nazionali ed europee ritenute insostenibili.

«Una situazione che non regge più – spiegano dal comitato organizzatore –. Chi lavora la terra, chi va per mare, chi trasporta merci non riesce più a coprire i costi. Il gasolio alle stelle sta spegnendo trattori e pescherecci, fermando un'intera economia».

Il presidio, allestito tra trattori e mezzi pesanti parcheggiati ai bordi della strada, si è svolto finora senza tensioni, in un clima di forte senso civico. A presidiare l'area anche le forze dell'ordine, che hanno garantito il regolare svolgimento della protesta.

Colpisce, raccontano i presenti, la partecipazione di intere famiglie. Ieri sera mamme con bambini si sono fermate a guardare, quasi con stupore, quella lunga fila di mezzi fermi e improduttivi. Una cornice triste, simbolo di un lavoro che non riesce più a essere remunerativo.

«È una protesta popolare – dicono gli organizzatori – alimentata dalla solidarietà della gente. Il passaparola sta portando sempre più persone. Non è la protesta di una categoria, è la protesta di chi non arriva a fine mese».
Il comitato fa sapere che fino a domenica il presidio resterà a Davoli. Dalla prossima settimana, invece, sono previste nuove iniziative itineranti in altri zone della Calabria.

Al centro delle rivendicazioni, il caro gasolio agricolo e da autotrazione, l'aumento dei costi di produzione, delle assicurazioni, dei pedaggi, a fronte di prezzi di vendita fermi da anni. Una vertenza che da Davoli lancia un segnale chiaro a Roma e a Bruxelles: senza interventi immediati, rischia di fermarsi un intero territorio.