
"LAMEZIA TERME, IL FUTURO NON PUÒ ASPETTARE.
Un appello per costruire una città più moderna, efficiente, attrattiva e capace di offrire opportunità alle nuove generazioni. La politica vera, quella che guarda allo sviluppo della città, deve aprire una riflessione seria, responsabile, libera da pregiudizi e appartenenze, sul futuro di Lamezia Terme.
Con la mia riflessione non intendo alimentare polemiche personali, né attribuire meriti o responsabilità sulla base delle appartenenze politiche. Non è questo il momento delle contrapposizioni.
È il momento di chiedersi che cosa vogliamo diventare come città e, soprattutto, che cosa siamo concretamente disposti a fare per riuscirci.
Mi rivolgo al centrodestra e al centrosinistra, a chi oggi amministra e a chi svolge il ruolo di opposizione, ai consiglieri comunali, agli amministratori, alle associazioni, alle categorie produttive e a tutti coloro che hanno a cuore Lamezia Terme.
Il futuro della città non può essere proprietà di una maggioranza, né terreno di scontro permanente tra maggioranza e opposizione.
Le questioni che abbiamo davanti sono troppo importanti per essere sacrificate alle divisioni politiche.
UNA CITTÀ CHE HA BISOGNO DI UNA VISIONE
Lamezia Terme deve finalmente scegliere quale ruolo vuole assumere nel contesto regionale e nazionale.
Abbiamo una posizione geografica strategica, un aeroporto internazionale, una stazione ferroviaria, collegamenti autostradali, un territorio agricolo e produttivo, un patrimonio storico e culturale, un litorale da valorizzare e importanti risorse umane.
Eppure, queste potenzialità devono ancora essere trasformate pienamente in opportunità.
Serve una visione vocazionale della città, capace di mettere insieme:
* Urbanistica, pianificazione e sviluppo del territorio.
* Commercio, turismo, agricoltura e attività produttive.
* Aeroporto, trasporti e collegamenti strategici.
* Patrimonio pubblico, cultura e identità cittadina.
* Ambiente, acqua, sostenibilità e sicurezza.
* Politiche sociali, sanità, scuola e servizi.
* Innovazione, occupazione e nuove opportunità per i giovani.
Il Piano Strutturale Comunale, i piani attuativi, il Piano Spiaggia, il Piano del Commercio e il Piano del Traffico devono diventare strumenti concreti di sviluppo, non soltanto documenti amministrativi.
LE RISORSE CI SONO, MA DEVONO PRODURRE RISULTATI
Una delle questioni più importanti riguarda la capacità del Comune di programmare, progettare e utilizzare le risorse disponibili.
I finanziamenti annunciati per il Castello Normanno-Svevo, la scuola media Fiorentino e l’efficientamento energetico del Palazzo di Città rappresentano interventi significativi da seguire con attenzione.
Così come il nuovo regolamento comunale per l’acquisizione, la gestione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare, approvato il 23 ottobre 2026, costituisce un passaggio amministrativo da tradurre in una gestione più trasparente ed efficace dei beni pubblici.
Anche l’annuncio dell’installazione di oltre 400 telecamere entro giugno 2027, destinato a interessare centro, periferie e quartieri montani, dovrà essere accompagnato da un cronoprogramma e dalla verifica della sua effettiva realizzazione.
Non dobbiamo fermarci agli annunci.
Dobbiamo sapere quali risorse sono state intercettate, quali finanziamenti sono stati persi, quali progetti sono stati completati, quali sono in corso e quali rischiano di non arrivare a conclusione.
Soprattutto, occorre chiarire le vicende relative alle scadenze dei finanziamenti e agli interventi che avrebbero richiesto una tutela amministrativa entro dicembre 2025.
Le polemiche sui meriti politici non possono sostituire la necessità di spiegare ai cittadini che cosa sia realmente accaduto.
LE ENTRATE COMUNALI: NON POSSIAMO CONTINUARE A FAR PAGARE SEMPRE GLI STESSI
Il recupero dell’evasione tributaria deve diventare una priorità.
IMU, TARI, servizio idrico, canone unico, pubblicità, occupazioni di suolo pubblico e altre entrate devono essere oggetto di una ricognizione seria e sistematica.
È necessario conoscere quanto viene effettivamente accertato, quanto viene riscosso e quanto rimane ancora da recuperare.
Una banca dati tributaria comunale integrata, capace di incrociare le informazioni disponibili nel rispetto della normativa sulla privacy, potrebbe migliorare sensibilmente l’efficacia dei controlli.
La lotta all’evasione non deve trasformarsi in una penalizzazione per chi paga regolarmente.
Equità fiscale significa far pagare tutti secondo le regole, non chiedere sempre nuovi sacrifici agli stessi cittadini.
L’ACQUA, LE STRADE SANITÀ E I SERVIZI: LE PRIORITÀ DELLA VITA QUOTIDIANA
Non possiamo parlare di sviluppo mentre in alcune zone si registrano importanti dispersioni idriche, strade dissestate, collegamenti insufficienti e servizi che necessitano di maggiore efficienza.
Occorre una mappa delle perdite idriche, un programma pubblico di sostituzione delle condotte più compromesse e una verifica delle risorse investite.
Allo stesso modo, bisogna affrontare la sicurezza della viabilità, i collegamenti con l’aeroporto, la SS18 e l’A2, la SP73, il traffico urbano e la situazione dei parcheggi.
Sono questioni che riguardano direttamente la qualità della vita delle famiglie, la competitività delle imprese e l’attrattività del territorio.
PATRIMONIO, CULTURA E IDENTITÀ: UNA CITTÀ DEVE CONOSCERE E VALORIZZARE LE PROPRIE RADICI
La Fiera di Sambiase, il Bastione di Malta, il Castello Normanno-Svevo, il Parco Savutano, le Terme di Caronte, la Casa della Cultura, gli archivi storici e i beni monumentali rappresentano un patrimonio da tutelare e rendere fruibile.
TURISMO, COMMERCIO E LAVORO: DOBBIAMO CREARE OPPORTUNITÀ
Lamezia deve diventare una porta d’accesso alla Calabria e un punto di riferimento per il territorio circostante.
Il progetto «Lamezia Gateway – Porta della Calabria», il Distretto turistico Riviera dei Tramonti, il marchio territoriale Lamezia, il rilancio del litorale e una nuova programmazione commerciale possono contribuire a costruire un’offerta turistica e produttiva riconoscibile.
Ma servono progetti, risorse, collaborazione con gli operatori economici e una strategia di promozione continuativa.
Ai giovani non possiamo continuare a offrire soltanto la prospettiva di partire.
Dobbiamo creare le condizioni perché possano studiare, lavorare, investire e costruire qui il proprio futuro.
UN COMUNE PIÙ EFFICIENTE, CON PERSONALE E RESPONSABILITÀ CHIARE
La macchina amministrativa rappresenta una delle questioni più delicate.
Il dato indicato di 198 dipendenti rispetto a una dotazione organica prevista di 411 pone interrogativi che meritano una risposta.
Non basta parlare di nuove assunzioni: bisogna conoscere il fabbisogno reale, i pensionamenti, le procedure concorsuali, le competenze mancanti e la capacità degli uffici di garantire i servizi.
La procedura per quattro Agenti di Vigilanza, la riorganizzazione della Polizia Locale, il rilancio della Multiservizi e il coordinamento degli uffici devono essere affrontati con obiettivi e tempi definiti.
Una città non può crescere se la propria amministrazione non dispone degli strumenti umani, organizzativi e professionali necessari.
Nel corso della mia esperienza amministrativa ho cercato di portare all’attenzione dell’amministrazione numerose iniziative, progetti e questioni che ritenevo importanti per la città.
Alcune hanno successivamente trovato un seguito, altre sono ancora da realizzare, altre ancora necessitano di risposte.
Prendo atto con favore di ogni risultato concreto, indipendentemente da chi lo abbia promosso o realizzato.
Non mi interessa rivendicare una paternità politica sulle iniziative.
Mi interessa che siano portate a termine.
Le dimissioni da un incarico non devono cancellare le idee, né interrompere il percorso di proposte che possono essere utili alla comunità.
Allo stesso tempo, ritengo indispensabile che all’interno delle istituzioni ci siano ascolto, rispetto dei ruoli, confronto e valorizzazione delle competenze.
Le differenze di vedute non devono diventare ostacoli alla collaborazione.
Per queste ragioni rivolgo una proposta concreta a tutte le forze politiche.
Costruiamo un Patto civico per il futuro di Lamezia Terme, senza chiedere a nessuno di rinunciare alla propria identità politica.
Propongo cinque impegni:
1. Un’agenda condivisa delle priorità: individuare gli interventi strategici che non possono essere condizionati dai cambiamenti politici.
2. Un dossier pubblico dei progetti: conoscere per ogni iniziativa lo stato di avanzamento, gli atti, i finanziamenti, i responsabili e le scadenze.
3. Una verifica periodica dei risultati: aggiornare i cittadini ogni sei mesi su ciò che è stato realizzato e su ciò che resta da fare.
4. Un piano per il rafforzamento del Comune: personale, organizzazione degli uffici, riscossione, progettazione e capacità di intercettare finanziamenti.
5. Un patto con le nuove generazioni: coinvolgere giovani, università, scuole, associazioni e imprese nella definizione delle prospettive di sviluppo della città.
Non si chiede di governare tutti insieme.
Si chiede di riconoscere che esistono questionic he vengono prima delle appartenenze politiche.
AI GIOVANI DOBBIAMO RESTITUIRE UNA SPERANZA
La vera domanda che dobbiamo porci non è soltanto che cosa abbiamo fatto in questo anno o che cosa fará la prossima amministrazione.
La domanda è: quale città vogliamo lasciare ai nostri figli? Una città dalla quale i giovani continuano ad andare via perché non trovano opportunità, oppure una città capace di attrarre investimenti, valorizzare i talenti e offrire prospettive? Una città che discute continuamente di incarichi e responsabilità oppure una città che mette al centro il lavoro, i servizi, la cultura, la sicurezza e la qualità della vita? Non possiamo chiedere alle nuove generazioni di credere nel futuro se noi, per primi, non siamo capaci di costruirlo.
A chi oggi governa chiedo di rendere conto dei risultati, di accelerare le iniziative avviate e di dare risposte alle questioni ancora aperte.
A chi oggi è all’opposizione chiedo di contribuire con proposte, competenze e un controllo serio e costruttivo, senza rinunciare al proprio ruolo.
A tutti chiedo di superare la logica delle medaglie, delle rivendicazioni e delle contrapposizioni personali.
Non importa chi taglierà il nastro di un’opera.
Importa che quell’opera venga realizzata e sia utile ai cittadini.
Non importa chi abbia avuto per primo un’idea.
Importa che quell’idea trovi attuazione. Non importa a quale schieramento appartenga una proposta.
Importa che produca un beneficio per Lamezia Terme. La città viene prima dei partiti, prima degli incarichi e prima delle ambizioni personali. Il mio vuole essere un appello alla responsabilità collettiva, non una polemica e neppure una richiesta di riconoscimento personale.
Le divisioni politiche continueranno a esistere, perché fanno parte della democrazia. Ma non devono impedire di individuare obiettivi comuni e lavorare per raggiungerli.
Lamezia Terme merita una nuova stagione di programmazione, partecipazione, concretezza e fiducia.
Non lasciamo ai giovani una città di promesse non mantenute. Lasciamo loro una città di opportunità realizzate.
Perché il futuro di Lamezia non appartiene al centrodestra, al centrosinistra o a chi oggi amministra.
APPARTIENE AI CITTADINI.
E soprattutto appartiene a chi verrà dopo di noi.
Per Lamezia Terme. Per la sua unità. Per il futuro delle nuove generazioni.
Lo afferma in una nota Salvatore De Biase.
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