Decreto sicurezza, per Giacobbe il rischio "è di trasformare il carcere in un luogo di maggiore tensione"

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Luciano Giacobbe

Il Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Catanzaro sottolinea che le nuove disposizioni ampliano i poteri investigativi della Polizia penitenziaria con un potenziale effetto destabilizzante sugli istituti

  21 aprile 2026 08:48

Il dibattito sulla recente conversione del decreto sicurezza ha sollevato preoccupazioni significative e fondate, come esprime il Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Catanzaro, Luciano Giacobbe. La sua attenzione si concentra in particolare sull'articolo 15 del provvedimento, che consente agli ufficiali di polizia giudiziaria di svolgere operazioni sotto copertura negli istituti penitenziari. Questa misura, già di per sé delicata, si colloca in un contesto di sovraffollamento e grave carenza di personale, decisamente distante da quanto previsto dall'articolo 27 della Costituzione, che sancisce il rispetto dei diritti dei detenuti.

Giacobbe sottolinea che le nuove disposizioni ampliano i poteri investigativi della Polizia penitenziaria, con un potenziale effetto destabilizzante sugli istituti. "Non si tratta solo di tutelare i diritti delle persone detenute," afferma. "Le conseguenze di queste norme si ripercuotono anche su coloro che ogni giorno lavorano all'interno del carcere: poliziotti, operatori sanitari, educatori e volontari. Questi professionisti, già caricati di un peso enorme, potrebbero trovarsi ad affrontare un ambiente di lavoro ancora più conflittuale e opaco."

Il rischio, secondo Giacobbe, è di trasformare il carcere in un luogo di maggiore tensione, dove la sorveglianza si traduce in un clima di sospetto piuttosto che in uno spazio di legalità e rieducazione. "Non possiamo permettere che gli istituti penitenziari diventino centri di violenza," insiste, "o che vengano sottratti al controllo democratico e alla trasparenza delle istituzioni."

Il Garante rivolge quindi un appello deciso alla politica, esortando a riflettere sulle conseguenze pratiche delle norme proposte. Le misure devono mirare a rafforzare la legalità all'interno degli istituti penitenziari, garantendo la sicurezza del personale e migliorando la qualità della vita all'interno delle carceri. "Abbiamo bisogno di interventi che diano senso al trattamento dei detenuti, ai loro diritti e alla funzione rieducativa della pena," afferma con convinzione.

Secondo Giacobbe, l'urgenza è quella di un approccio che promuova l'ascolto, la trasparenza, deflazionando il sistema penitenziario e aprendo le carceri al territorio e alla società civile. Una efficiente sicurezza, conclude, si costruisce sul rispetto della legalità costituzionale e sulla tutela della dignità di ogni persona, inclusi coloro che operano negli istituti penitenziari. In un momento in cui il sistema carcerario è sotto pressione, l'invito del Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Catanzaro è chiaro: dobbiamo riflettere e agire con saggezza e responsabilità, perché il futuro del carcere coinvolge tutti noi e le scelte che facciamo oggi influenzeranno le generazioni di domani.

 

 


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