Dipendente dell'ospedale Pugliese-Ciaccio trasferito in un'altra unità. I dubbi di Pitaro: "Operazioni nebulose"

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images Dipendente dell'ospedale Pugliese-Ciaccio trasferito in un'altra unità. I dubbi di Pitaro: "Operazioni nebulose"
Il consigliere regionale, Francesco Pitaro
  03 marzo 2021 16:06

 
"Destano perplessità e pongono interrogativi alcuni atti organizzativi del personale dell’azienda Ospedaliera ‘Pugliese Ciaccio’ di Catanzaro alla luce del trasferimento - con decorrenza immediata e senza preliminare corso formativo - di un dipendente da anni in servizio presso l’U.O. Radioterapia all’Area Acquisizione Beni e Servizi. Trasferimento effettuato senza il preventivo  contraddittorio tra le parti, omettendo il coinvolgimento delle sigle sindacali e senza motivazioni fondate (come invece prescritto dalla normativa per i trasferimenti da un ruolo/reparto ad altro)”, è quanto scrive in una interrogazione a risposta scritta (trasmessa anche al Commissario ad acta per la sanità) al Presidente della Regione il consigliere regionale Francesco Pitaro che stigmatizza "l'elusione delle norme a presidio dei diritti dei lavoratori avverso provvedimenti che non seguano il rigore delle procedure e dei percorsi giuridico-amministrativi, creando pericolosi precedenti ed aprendo pericolosi varchi a operazioni nebulose”.
 
“La decisione che riguarda il sig. Alfonso Romeo, dipendente dell’Azienda Ospedaliera, è stata assunta - spiega Pitaro - con nota dell’A.O. “Pugliese Ciaccio”, prot. n. 3847 del 08/02/2021 a firma del Direttore amministrativo avv. Antonio Mantella. Provvedimento emanato in violazione di qualsiasi principio di buona e corretta amministrazione, considerato che per le nuove mansioni da esplicare (che attengono tutt’altro settore rispetto a quello sanitario, e cioè la delicatissima area delle procedure di gara e acquisto di beni e servizi per la quale il sig. Romeo non lavora da anni), non è stato previsto alcun corso formativo. Difficile pensare, dunque, che il provvedimento sia maturato nell’alveo di quella valutazione secondo cui i vertici amministrativi dell’A.O.P.C. devono adottare atti organizzatori del personale che abbiano il fine  di migliorare le prestazioni dell’Azienda. L’illegittimità del disposto trasferimento è aggravata anche dal fatto che all’interno dell’Azienda lavorano all’incirca un centinaio di dipendenti inquadrati quali amministrativi nella categoria professionale D, i quali, così come il dipendente Romeo, sono stati dislocati e adibiti allo svolgimento delle loro mansioni professionali in singoli reparti medici. Perché, dunque - chiede Pitaro - il Direttore amministrativo non ha ritenuto convocare le associazioni di categoria e predisporre una procedura volta alla ricognizione dei lavoratori disponibili al trasferimento, individuati secondo criteri oggettivi (formazione professionale, carico familiare, svolgimento di mansioni analoghe)? Assolutamente inaccessibili e ignoti i presupposti alla base del provvedimento nel quale è dato leggere 'preso atto della necessità di rafforzare l’Area…' Motivazione  generica e priva di riscontro oggettivo, potremmo dire quasi un atto d’ufficio”.
 
Ad avviso di Pitaro: “Da tutto ciò, si evince l’assenza assoluta di adeguata progettazione e razionale organizzazione di cui soffre - accanto ad altri mali - la sanità della nostra regione. Nelle Aziende sanitarie calabresi muta la governance all’incirca ogni anno, ma non muta l’assenza di programmazione e di organizzazione strategica del personale. Nel caso di specie, non solo il Direttore amministrativo non ha inteso preventivamente redigere un piano per il personale implicante parametri oggettivi e svincolati da valutazioni soggettive, ma ha addirittura emesso un singolo provvedimento di trasferimento ad personam. Tutto questo denota l’evidente incapacità di organizzare il personale dipendente dell’Azienda e fa emergere, sul punto, le gravi carenze e l’inadeguatezza gestionale del Direttore amministrativo. Ancor più allarmante il fatto che presso la Direzione sanitaria dello stesso presidio ospedaliero risulta vacante il posto di collaboratore amministrativo e che il dipendente Romeo -  dotato della necessaria conoscenza tecnica e di esperienza nell’approccio al paziente - ha fatto istanza di essere collocato proprio in tale posto vacante, piuttosto che presso l’Area Acquisto Beni e Servizi.  Da voci di corridoio raccolte dal Romeo, si è appreso che a ricoprire tale posto vacante sarebbe stata già ‘predestinata’ una collaboratrice-assistente amministrativa vicina ad un presunto ‘cerchio magico’ del Direttore amministrativo”. Infine, Pitaro chiede al Presidente e alla Giunta (e indirettamente al Commissario Longo) "se ha contezza di quanto sta avvenendo al ‘Pugliese Ciaccio’ in merito al trasferimento dei lavoratori e alle modalità con cui detti trasferimenti vengono attuati: senza confronto con le organizzazioni sindacali, senza la necessaria formazione professionale e senza avere neanche  un piano del personale”.
 
Il consigliere regionale chiede di verificare “anche acquisendo atti e documenti e informazioni attraverso il Dipartimento Salute e ogni altro organo ed ente - se l’attuale Direttore amministrativo sia in possesso dei requisiti di legge nonché delle capacità tecnico-giuridiche e amministrative necessarie per ricoprire il delicatissimo ruolo cui è preposto. In caso contrario, bisognerà adottare i dovuti provvedimenti a tutela dell’Azienda ospedaliera e della collettività”.

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