Disfunzionalità della campagna vaccinazioni nella provincia di Catanzaro. La senatrice Granato scrive a Longo

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La senatrice Bianca Laura Granato
  21 marzo 2021 14:39

"Sulle disfunzionalità della campagna vaccinazioni della provincia di Catanzaro, oggi ho scritto al Direttore del Dipartimento di prevenzione competente, dottor Caparello, e per conoscenza alla dottoressa Latella, commissario dell’Asp di Catanzaro e al Commissario della sanità Guido Longo", così la senatrice Bianca Laura Granato, dopo aver ricevuto nei giorni scorsi diverse segnalazioni riguardo disfunzionalità della campagna vaccinale che si sta svolgendo nella provincia di Catanzaro.

La lettera ha come fine ultimo quello di informare i vertici che si occupano di sanità in Calabria: "I medici di base segnalano che la distribuzione dei vaccini a quanti di loro non operino in UCCP procederebbe estremamente a rilento e in modo non programmato, per cui ci sarebbero assistiti ultra ottantenni anche in condizioni precarie di salute che ancora attenderebbero la prima dose, mentre i pazienti dei medici che operano in UCCP starebbero già per ricevere la seconda dose".

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"Faccio presente che questa discriminazione su base meramente logistica è sotto il profilo costituzionale inammissibile. Mi è anche stato riferito che il recapito delle fiale Pfizer avverrebbe senza un chiaro criterio ai medici di base, senza preavviso, anche a ridosso dei weekend con il rischio che non si riescano a rispettare i 5 giorni dal decongelamento, decorsi i quali il farmaco scade", continua la lettera della senatrice Granato.

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"Presso l'azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio, inoltre, mi è stato riferito che sarebbero stati convocati per la somministrazione della prima dose di vaccino anche dei neo pensionati dell'azienda stessa che ancora non avrebbero compiuto 70 anni. Le segnalo quanto sopra affinché, per quanto di sua competenza, si ponga in essere tutti quegli accorgimenti che garantiscano l'ottemperenza stringente ai protocolli e che si attivino tutte quelle misure logistiche compensative atte ad evitare che nel godimento del diritto cosituzionale alla cura si creino cittadini di serie A e cittadini di serie B", ha concluso.

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