Distinzione positivi-malati Covid, Larussa (Anaao): “Nella realtà ospedaliera è possibile e chi si assume le responsabilità?”

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  16 gennaio 2022 21:37

Fa discutere l’uscita di oggi del sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri che, dopo il pressing degli scorsi giorni operato dalle regioni, ha aperto la finestra sullo scorporo nei dati dei bollettini dei positivi al Covid ricoverati negli ospedali per altre patologie. In disaccordo (fin dall’inizio), c’è il sindacato della dirigenza medica e sanitaria Anaao Assomed.

 Il segretario regionale Filippo Larussa afferma: “Il sottosegretario Sileri ha dichiarato in una nota trasmissione televisiva che quanto prima sarà opportuno distinguere tra pazienti ricoverati per malattia da infezione Covid-19 e pazienti ricoverati per altre patologie che si rilevino, a seguito di tampone, positivi al Covid-19. Essendo oltre che politico un medico ci attendiamo chiarezza scientifica anche per gli addetti ai lavori. In pratica, ammesso che in breve tempo i sistemi di rilevazione epidemiologica dei ricoveri consentano di fare questa distinzione, che sia a cadenza quotidiana o settimanale, rimane un punto nodale: il famoso paziente giovane, a titolo esemplificativo, che abbia completato l’iter vaccinale e che sia ricoverato per frattura di tibia e che risulti ‘incidentalmente’ positivo al tampone Covid, al di là che sia conteggiato a parte dal paziente Covid ricoverato in Pneumologia, può essere assistito in camere di due o tre letti a fianco di altri degenti Covid negativi? Ciò è possibile in tutti i reparti o in tutte le unità operative di degenza ospedaliera presenti in Calabria? La responsabilità di tale commistione, ivi compresi i problemi dell’equipaggiamento, della svestizione del personale medico e paramedico assistenziale, debbono ricadere sui direttori delle strutture complesse interessate o avallate dal direttore medico di presidio o vi sarà una manleva per eventuali richieste di risarcimento in seguito a infezione da parte di pazienti degenti nello stesso locale, negativi al momento dell’ingresso e successivamente infettativisi? Ci sarà una manleva legislativa anche da un punto di vista penale sul reato di epidemia colposa che potrebbe essere sollevato da diverse Procure della Repubblica? Il sottosegretario Sileri non è un semplice opinionista ha il dovere di rispondere a queste domande”, afferma Larussa. 

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“Non mi esprimo – prosegue il segretario dell’Anaao Calabria- sulla situazione sanitaria extra-calabrese, ma nella nostra regione l’eventuale collocazione in ogni unità operativa di degenti no Covid e altri infetti al Covid porterebbe alla destabilizzazione dell’intero sistema. L’unica alternativa, a questo punto, potrebbe essere l’individuazione di un unico ospedale regionale che accolga sia i malati esclusivamente da Covid che quelli affetti da altre patologie e incidentalmente risultati positivi al tampone molecolare, ma bisognerebbe vedere se questa soluzione sia concretamente praticabile nel breve termine e soprattutto quanto sia gradita agli operatori sanitari”.

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