Dolore cronico, l'Umg di Catanzaro ridisegna il futuro della terapia personalizzata per il trattamento della fibromialgia

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  05 marzo 2026 16:24

Il dolore cronico è al centro di una sfida scientifica senza precedenti. L’Università Magna Graecia di Catanzaro, con il progetto  "No MOR Pain" (PRIN PNRR 2022), guida un’importante attività di ricerca finalizzata alla gestione del dolore attraverso innovazioni diagnostiche e terapeutiche. Grazie ai contributi scientifici di diversi atenei italiani, all’Umg è stata avviata un’iniziativa di rilevanza strategica nazionale, finanziata dall’Unione Europea tramite il fondo Next Generation EU, che ha l’ambizioso obiettivo di andare oltre le terapie tradizionali e di avviare un nuovo modello di cura basato sulla presa in carico personalizzata dei pazienti con fibromialgia. Il cuore del progetto, coordinato dalla prof.ssa Carolina Muscoli dell’Università Magna Graecia e realizzato in collaborazione con l'Università di Messina e con l'Università dell'Aquila, risiede in un approccio multidisciplinare e traslazionale. L’obiettivo è decodificare il ruolo emergente della modulazione del recettore oppioide MOR (Mu-Opioid Receptor) per superare i limiti delle attuali terapie farmacologiche.

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Nell’ambito del progetto, l’Università di Catanzaro ha ospitato un appuntamento scientifico al quale hanno partecipato il prof. Francesco Brancati dell'Università dell'Aquila e la prof.ssa Daniela Caccamo dell'Università di Messina. Diverse le sezioni tematiche dedicate al ruolo della medicina di precisione e dei biomarcatori per personalizzare il trattamento. Studi specifici sono stati orientati all’analisi della correlazione tra stress ossidativo, sistema immunitario e recettori in patologie complesse come la fibromialgia e l'osteoartrosi. Il progetto ha attivato una sinergia virtuosa tra il mondo accademico, le istituzioni e le associazioni. All’evento scientifico, ribadendo la necessità di lavorare insieme per garantire servizi concreti e trattamenti personalizzati ai pazienti su tutto il territorio nazionale, sono intervenuti anche la dott.ssa Silvia Ceniti del Ministero della Salute e il Prof. William Raffaeli, presidente Fondazione ISAL con cui l’Umg ha una collaborazione ultradecennale. 

La fibromialgia ha sofferto e soffre di un profondo 'stigma dell'invisibilità'. A livello sociale e anche mediatico, per troppo tempo, questa patologia è stata prigioniera di un paradosso: un dolore onnipresente per chi lo vive, ma 'invisibile' per gli strumenti diagnostici tradizionali. Questo ha generato un vuoto su cui ricerca, formazione e comunicazione sono sinergicamente impegnate nell’ambito del progetto. "No MOR Pain” non risponde infatti solo ad un'esigenza medico-sanitaria, ma anche ad una finalità sociale. Come sottolineato dal Magnifico Rettore dell'Università Magna Graecia, prof. Giovanni Cuda, l'ateneo di Catanzaro si conferma polo d'eccellenza capace di guidare network di ricerca di alto profilo scientifico con ricadute importanti sulla qualità della vita della popolazione. In una fase storica in cui il dolore cronico colpisce milioni di persone, il progetto "No MOR Pain" si pone come un faro di speranza sulla base di evidenze scientifiche e sperimentazioni che mettono al centro il paziente e la sua dignità. Le attività di ricerca in corso nell’Ateneo di Catanzaro sottolineano, inoltre, il valore aggiunto delle proprietà terapeutiche di alcuni prodotti locali, come ad esempio il bergamotto, che sono al centro di una linea di ricerca dell’Umg finalizzata alla promozione della salute pubblica.


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