
Domenico Lanciano da Badolato, meglio conosciuto come autore del “paese in vendita” dal 1986, è decano giornalista dal 1965 e animatore e rianimatore socio-culturale il quale, superata la soglia dei 76 anni di età, ha ritenuto dover rendere conto pubblicamente di ciò che ha fatto di buono e di sociale nella vita. Ritiene altresì che ogni essere umano dovrebbe, ad un certo punto, redigere un “resoconto” da notificare alla propria Comunità di appartenenza e alla sua Storia, pure perché ognuno di noi è un umilissimo ma importante tassello del mosaico socio-esistenziale.
Così, ha provveduto a dare alle stampe un opuscolo di 48 intense pagine dal significativo titolo “L’iter della mia wita” dove “wita” è un rafforzativo di “vita” per esprimere che egli ha sempre amato con gioia il tempo che gli è stato concesso di vivere, nonostante l’esilio dalla Calabria e le tante altre immancabili tribolazioni. Ed ha pubblicato tale “resoconto” come paradigma non per esibire ma per incoraggiare le nuove generazioni a porsi degli ideali da realizzare il più possibile. Infatti il sottotitolo è “Resoconto flash tra ideali necessari e la cruda realtà”. Ed è per lui la “Lettera al Futuro” n. 509 scritta dal lontano 12 aprile 1990.

Dieci i brevi capitoli di cui si compone tale “resoconto”. Al numero uno (“Elenco delle mie opere a stampa”) illustra molto sinteticamente le 32 pubblicazioni tipografiche emesse dal 13 dicembre 1967. Segue “Elenco di opere a stampa pro-altri” perché non ha pensato soltanto a sé stesso, ma ha aiutato altri ad esprimersi; e il più delle volte lo ha fatto a proprie spese come curatore ed editore: 30 le pubblicazioni-stampa che vedono come protagonisti 21 Autori (alcuni dei quali hanno pubblicato più di una volta).
Il terzo capitolo è riservato all’elenco di quei libri che, in vario modo, hanno trattato di lui o lo hanno menzionato soltanto per via di qualche merito: quasi quaranta, tenendo presente che alcune citazioni saranno sfuggite al ricordo o alle annotazioni in quasi 60 anni di editorialità. Non poteva mancare un accenno alla sua lunga attività di giornalista, iniziata nell’aprile 1965, dall’età di appena quindici anni come corrispondente dei due maggiori quotidiani romani “Il Tempo” e “Il Messaggero” per poi proseguire (pure come pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti) per molti decenni, senza ancora appendere la penna al chiodo.
Nel capitolo 6, Domenico Lanciano effettua un sommario elenco delle Associazioni culturali realizzate o tentate in vari luoghi e contesti, come ad esempio “Calabria Prima Italia” nel 1982 o la “Università delle Generazioni” nel 1993 e persino una EWA – Erotology World Association (1984) o la più recente “Spop-Art” (Arte ed Artisti contro lo spopolamento) nel 2014. Nel capitolo 7 evidenzia due giovanili opere teatrali e, come paroliere, numerosi testi per canzoni tutelati dalla SIAE, scritti per musicisti come Rosario Mirigliano, Claudio Sambiase, Andrea Naimo o per il gruppo Euro Universal che compare nell’Enciclopedia dei Complessi Musicali italiani al quarto volume (D-E) curato da Maurizio Maiotti di Pesaro. Ben 19 i sodalizi portati avanti in questi decenni; di questi ne sopravvivono ancora attivi sette.
Il capitolo 8 è dedicato alle principali iniziative di una qualche importanza realizzate in oltre sessanta anni di agire sociale. La più nota è quella di “Badolato paese in vendita in Calabria” che per prima in Europa nel 1986 (ben 40 anni fa), con grande clamore internazionale, ha dato l’allarme contro lo spopolamento dei paesi e delle ruralità. Un’altra che ha avuto considerevole successo è l’aver dato avvio, nel 1983, alla prima “Festa nazionale dei diciottenni” (battezzata dalla trasmissione TV di Rai Uno “Italia Sera”) che ha travalicato i confini italiani, diventando ormai irrinunciabile ed anche socio-pedagogica presso Comuni e Scuole. Un’altra originale iniziativa che ancora funziona è l’aver realizzato nel ferragosto 1992 in Agnone del Molise la “Festa del mare in montagna” con relativa “Sagra del pesce”. Per questa e per altre realizzazioni ha avuto sempre l’attenzione delle TV e dei giornali nazionali ed esteri. Indimenticabile l’intera quarta pagina dedicatagli dal “The New York Times” del 12 febbraio 1988.
Il troppo sintetico resoconto si conclude, al capitolo 9, con i tanti “Premi assegnati”. Uno dei più famosi è il “Premio della Gentilezza” che viene irradiato pure a livelli internazionali ogni 13 novembre “Giornata Mondiale della Gentilezza”. Assai noto ormai è pure il riconoscimento dato ai “Calabresi eccellenti” o ai “Giganti della Calabria” e persino ai “Calabresi onorari” ovvero ai non-calabresi che amano la Calabria in modo assai manifesto o significativo. Vari altri premi di successo pure in Molise dove afferma di essere in “esilio”. Ma quello che è ormai destinato ad avere sempre più presa e futuro è il “Premio Prima Italia” assegnato ogni anno, dal solstizio d’estate del 21 giugno dal 2023, a coloro i quali si impegnano a studiare e divulgare il fatto storico che il nome Italia sia nato in Calabria 3500 anni fa. Per il 2026 la cerimonia di premiazione avverrà a Tiriolo, nell’Istmo tra Squillace e Lamezia Terme, sabato pomeriggio 20 giugno 2026 a cura del Comune (sindaco Domenico Stefano Greco) e della Pro Loco Terra dei Feaci (presidente Valentina Paone e animatore Luigi Puccio).
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