
di DON ROBERTO CORAPI
Non possiamo girarci dall’altra parte
Dinanzi a questi tragici episodi di ragazzi che arrivano ad ammazzarsi per gelosia, non possiamo più limitarci allo sconcerto o alla cronaca. Siamo davanti a una vera crisi educativa, profonda e diffusa.
C’è una generazione che fatica a riconoscere il valore della vita, propria e altrui; che confonde l’amore con il possesso, il sentimento con il dominio, la fragilità con la violenza. Questo non nasce dal nulla. È il frutto di solitudini, di silenzi, di adulti spesso assenti o rassegnati.
Per questo sento il dovere di invitare tutti all’impegno.
La famiglia, prima scuola di umanità, è chiamata a educare al rispetto, al dialogo, al controllo delle emozioni, alla responsabilità delle proprie azioni.
La scuola non può essere solo luogo di istruzione, ma spazio di crescita integrale della persona, dove si impara a gestire i conflitti e a riconoscere il valore dell’altro.
La Chiesa deve continuare a essere casa aperta, luogo di ascolto, di accompagnamento e di proposta di un amore vero, che non ferisce né distrugge, ma libera e custodisce.
Educare è faticoso, richiede tempo, presenza e coerenza. Ma è l’unica strada possibile se non vogliamo continuare a piangere giovani vite spezzate e famiglie distrutte.
Non giriamoci dall’altra parte. Il futuro dei nostri ragazzi dipende dalla responsabilità che oggi sappiamo assumerci insieme.
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