Donato, Parisi e Veraldi contro l'amministrazione Fiorita: "Tutela privati a discapito dei cittadini"

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  07 gennaio 2026 11:36

Le richieste di accesso agli atti cadute nel vuoto ormai non si contano più e i consiglieri comunali Valerio Donato, Gianni Parisi e Stefano Veraldi, sbottano così contro il settore Ambiente del Comune capoluogo di regione. 

Sullo sfondo quella che definiscono una «violazione dell’espletamento del mandato di consigliere comunale perpetrata nonostante - fanno notare - il regolamento che disciplina l’accesso ai documenti amministrativi sia in vigore sin dal 2002».

A far traboccare il vaso già colmo di quella che Donato, Parisi e Veraldi bollano come «prassi sistematica» il diniego che stavolta riguarda le contestazioni effettuate dal settore alla Sieco S.p.a. dal 2021 come pure le proposte di applicazione di penali inviate ai D.E.C. (Direttore esecuzione contratto) sempre nei confronti della Sieco e che - stando alla risposta messa nero su bianco dal dirigente del settore Andrea Adelchi Ottaviano - sarebbe conseguenza di «genericità nella formulazione della richiesta». 

Il protocollo 120989 risale al 19 novembre 2024. Ma c’è di più. Dal Dirigente del settore Ambiente ed il suo Assessore in effetti, trascorso un anno nessuna risposta è pervenuta. 

Da qui la posizione netta che spinge i consiglieri a rispedire al mittente la concessione di una sorta di blocchetto per le richieste di accesso agli atti che riguardano la società che gestisce i rifiuti a Catanzaro e che l’attuale Sindaco da Consigliere comunale di opposizione attaccava, come si può verificare dalle sue pagine social con un post del 29 settembre 2018 scrivendo “Mi limito solo ad aggiungere che il 2 maggio 2018 il dirigente di settore, Bruno Gualtieri, evidenziava in una sua nota come il mancato rispetto da parte della Sieco della realizzazione di quanto previsto nel capitolato doveva determinare la risoluzione del contratto. Ma da quando la Sieco ha assunto come consulente un fedelissimo di Abramo (che, in quanto condannato con sentenza passato in giudicato, non poteva più ricoprire cariche pubbliche) di risoluzione del contratto non si parla più”.

Quale è il vero Fiorita? Quello che attaccava la Si.Eco. Spa da consigliere comunale o quello che oggi da Sindaco la tutela concedendo due proroghe illegittime, non applicando le penali, tra le quali si è persa anche traccia di quella richiesta dall’ex Dirigente Antonio Dominianni? 

La questione finirà sul tavolo degli enti preposti convinti come sono che le motivazioni addotte dal settore Servizi Ambiente, siano palesemente erronee e strumentali». In sostanza, Donato, Parisi e Veraldi non usano troppi giri di parole per affondare il coltello nella piaga e accusare al Comune di impedire l’accesso agli atti, di tutelare la ditta privata, di utilizzare i cittadini come Bancomat. 

Sì, perché sono gli stessi consiglieri comunali a spiegare come quanto scritto nella risposta pervenuta dal settore «possa a questo punto riguardare “soltanto” la volontà di nascondere la polvere sotto il tappeto». Sullo sfondo uno studio certosino delle norme che ha posto Donato, Parisi e Veraldi sul piede di guerra per un duello di caratura dirigenziale e politica a trazione Partito Democratico che gli esponenti dell’opposizione avrebbero voluto disputare nella sede da loro ritenute più opportune ovvero in commissione Ambiente e Lavori Pubblici. 

L’invito c’è stato, ma anche quello - assicurano i consiglieri comunali - «è caduto nel vuoto». Inevitabile dunque il cambio di strategia messo in atto dai tre consiglieri comunali che non sembrano avere alcun'intenzione di retrocedere di un millimetro e che anzi precisano: «Abbiamo l’obbligo, per come abbiamo già fatto di andare a fondo rispetto a una vicenda che non ci convince e come abbiamo già dimostrato dopo la nostra denuncia all’Anac che in data 28 novembre 2024 ci ha dato ragione su tutte le nostre censure portate avanti da soli.

Il gioco dunque si fa duro al punto che Donato, Parisi e Veraldi lasciano trasparire in modo alquanto netto la volontà di valutare seriamente la possibilità di denunciare il caso agli enti preposti affinché - si augurano gli inquilino dell’aula rossa - sia intrapresa ogni azione necessaria contro coloro i quali a nostro avviso hanno violato gli obblighi di trasparenza bloccando lo svolgimento del mandato elettorale, boicottando Anac e rinunciando a incassare milioni di Euro, avallati da una giunta inefficiente.


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