Dopo la "stagione" dei Congressi il Pd catanzarese tenta di avviare la "primavera" ma la strada è in salita

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images Dopo la "stagione" dei Congressi il Pd catanzarese tenta di avviare la "primavera" ma la strada è in salita
Palazzo De Nobili
  21 febbraio 2022 16:28

di ENZO COSENTINO

Cambierà “pelle” il Pd calabrese dopo i congressi. E’ soltanto un atteggiamento di facciata e, sotto sotto, si può dire che “il lupo perde il pelo ma non il vizio.” Per avere il quadro completo dei nuovi assetti del Partito nelle province occorre attendere che si celebri il Congresso di Cosenza spostato, a causa dei ricorsi pendenti sui quali dovrà decidere il livello romano del partito, nella prima settimana di marzo. Dopo le votazioni di domenica questi i nuovi segretari delle Federazioni provinciali. Domenico Giampà (Catanzaro), Antonio Morabilto (Reggio), Leo Barberio (Crotone), Giovanni Di Bartolo (Vibo). Erano candidati unici per cui non c’è stata competizione. In realtà la fase precongressuale lasciava credere che il Pd volesse e potesse far vivere ai propri associati e a chi osserva gli accadimenti politici estraneo a “trincee” e “muri di…Berlino” un autentico momento di transizione dall’inverno alla “primavera”. Sono sopravvenute situazioni ibride con la convulsa sequela dei “passi indietro”, tanti per non destare dubbi sulla loro autentica vocazione “per il bene del Partito.”

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I casi più eclatanti a Catanzaro dove prima di arrivare agli “accordi” c’è stata una rivoluzione da “massimi sistemi” e… “sistemazioni” nella mappa del potere. Nel Capoluogo il Pd “nuovo” deve prendere in mano l’ambiguo problema della scelta del candidato sindaco da veicolare e “contrattare nell’ambito della coalizione di centrosinistra. Situazioni che pungono a sangue aspettando decisioni a pioggia provenienti dalle stanze romane. E dire che il Pd catanzarese era riuscito, una volta tanto, a partire d’anticipo sul centrodestra, avversario di sempre e vincitore sul campo di tante sfide elettorali. Un vantaggio sciupato perché allo stato attuale il Pd con quattro “assi” (candidature) che aveva in mano ora si ritrova a dover ripartire da zero.

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Sempre che il canto delle “sirene” dem locali (Irto, da segretario regionale) e Boccia (per conto della segreteria nazionale) che intona a chi vuol sentire “torna sta casa aspetta te” sortisca qualche sorpresa. Tanti rischi in casa dem nel Capoluogo in chiave “amministrative” non solo quello che non corra con un proprio candidato di bandiera ma che non sia presente con una lista “logata” con il simbolo PD. E’ questo uno dei primi e più importanti nodi che la nuova gestione del Partito catanzarese dovrà affrontare.

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