
di SERGIO DRAGONE
Due tra i più prestigiosi quotidiani italiani – il “Corriere della Sera” e “La Stampa” – hanno “celebrato” nelle pagine sportive di ieri il “modello Catanzaro”, il piccolo club di provincia che sta fornendo il più interessante contributo al sofferente calcio italiano.
Complice la prodezza balistica di Alphadjo Cisse, la grande stampa italiana si è soffermata sulla “meglio gioventù” che è stata scoperta, valorizzata, coccolata in Calabria. Sul “Corrierone”, Carlos Passerin ha annoverato tra le “speranze azzurre” non solo il fantasista del Milan, ma anche Mattia Liberali e Costantino Favasuli. Nella stessa pagina, Lele Adani ha parlato di un week end magico, illuminato “dalla prova di Alphadjo Cisse, dalla conferma di Pio Esposito, dai lampi di Mattia Liberali”. Ancora più diretto l’omaggio di Antonio Barillà, sulla “Stampa”, che ha titolato il suo pezzo “Cisse, il Milan e il modello Catanzaro”.
Capisco che le attenzioni dei tifosi giallorossi siano giustamente concentrate sull’attualità, sul difficile avvio di campionato, sulle trattative di mercato, ma non va assolutamente trascurato il fattore “credibilità” che il Catanzaro si è guadagnato in questi anni come incubatore di talenti. In un calcio ormai in mano ai potenti fondi stranieri (più del cinquanta per cento delle società di A e B), l’unica strada per garantire continuità nel mondo professionistico è quella di puntare sui giovani.
Il riconoscimento della grande stampa ai meriti del Catanzaro deve inorgoglire la società e il popolo giallorosso. Senza il loro passaggio in giallorosso, Cisse, Liberali e Favasuli non avrebbero avuto opportunità di crescere, maturare, acquisire esperienza. Se Alphadjo non avesse avuto quello strepitoso avvio di campionato, probabilmente sarebbe tornato mestamente al Verona come un oggetto misterioso. E invece, grazie alla vetrina offerta dal Catanzaro, è diventato un uomo-mercato, conteso da PSV Eindhoven e Milan. Stesso discorso per Mattia che ha avuto la possibilità di esprimersi senza condizionamenti e pressioni. E che dire di Costantino che il Bari aveva liquidato come una mezza calzetta? Questi tre ragazzi sono passati in pochi mesi dal “Ceravolo” alla Champions e forse tra qualche settimana saranno nell’elenco del CT Roberto Mancini per la partita contro il Belgio. Con un pizzico di presunzione, posso dire che in una mia nota dello scorso aprile avevo anticipato questo scenario, parlando di Catanzaro come “serbatoio azzurro”.
Tutto questo discorso deve essere trasferito al presente. Sono certo che il Catanzaro continuerà a sfornare altri campioncini per la nazionale (Pafundi e Alesi sono i principali indiziati), a scoprire nuovi talenti provenienti dai campioni inferiori, senza dimenticare che bisognerà mantenere a tutti i costi la categoria, restare ai livelli degli scorsi anni e continuare a sognare.
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