
Una sostanza incolore, inodore, spesso impossibile da riconoscere. Si scioglie facilmente nei drink e può trasformare una serata di divertimento in un incubo. È il GHB, noto come “droga dello stupro”, una sostanza che provoca rilassamento, disinibizione, confusione, perdita di coscienza e amnesia a breve termine, rendendo chi la assume – spesso inconsapevolmente – completamente indifeso.
Il fenomeno, diffuso soprattutto in contesti affollati come discoteche, bar e feste private, rappresenta una minaccia concreta per ragazze e ragazzi. Il GHB può causare nausea, crisi epilettiche, depressione respiratoria e, nei casi più gravi, coma o morte.
Per contrastare questo rischio e promuovere una cultura della prevenzione, la Cooperativa Sociale Zarapoti, da 30 anni impegnata con la propria Unità di Strada, unico servizio accreditato a livello regionale, punto di riferimento concreto per informazione, ascolto e intervento diretto nelle situazioni di rischio, in prima linea nei percorsi di inclusione e prevenzione sociale, ha avviato una campagna di sensibilizzazione che prevede la distribuzione gratuita di opuscoli informativi e del test per riscontrare del GHB nelle bevande, richiedibile anche in farmacia.
Il funzionamento è semplice: si rimuove la pellicola protettiva, si applica una goccia della bevanda sull’adesivo, si attende circa un minuto. Se il colore cambia, è stata rilevata la presenza della sostanza.
“Il nostro obiettivo non è creare allarmismo, ma fornire strumenti concreti di tutela e consapevolezza – sottolinea la Cooperativa – La prevenzione parte dall’informazione e dalla possibilità di difendersi.”
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