
"E’ notizia di questi giorni che il secondo Pronto Soccorso a Germaneto si farà ma sarà un Pronto Soccorso “leggero” deputato ad accogliere i pazienti “non urgenti”, mentre il sistema dell’emergenza-urgenza continuerebbe a essere di competenza del Pugliese. Ciò significherebbe tra l’altro una riduzione dall’investimento iniziale di circa 23 milioni di euro a 6 milioni di euro per un Pronto Soccorso “leggero” al Policlinico.
Questa scelta contraddice con tutta evidenza quanto previsto al punto 15.3 dell’art. 15 del Protocollo d’intesa stipulato tra l’UMG e la Regione Calabria per la creazione per l’Azienda Ospedaliero Universitaria “R. Dulbecco”. In particolare il Protocollo prevede che saranno attivate nuove attività assistenziali a direzione Universitaria tra queste appunto Pronto Soccorso e Medicina di Urgenza presso il presidio Mater Domini dotato di posti letto. Prevede poi il punto 15.5 dell’art. 15 che “A conclusione della eventuale attivazione del PS l’Università si impegna a presentare al Ministero competente richiesta di accreditamento della Scuola di Specializzazione in Medicina d’Emergenza Urgenza".
Lo scrive Francesco Citriniti, componente segreteria Circolo Giuditta Levato Sinistra Italiana Catanzaro.
"Dunque le scelte regionali appaiono di tutta evidenza in palese contraddizione con quanto concordato e stipulato con il Protocollo d’intesa, ossia a fronte di una previsione, il secondo Pronto Soccorso, che servirebbe non solo a dare un supporto e respiro al super lavoro del Pronto Soccorso del Pugliese, ma rappresenterebbe anche un arricchimento per la Facoltà di Medicina che si doterebbe così di una nuova Scuola di Specializzazione, invece si rimodula e ridimensiona quella scelta senza nessuna valida motivazione .
La realizzazione del secondo Pronto Soccorso, nelle intenzioni di chi ha stipulato il Protocollo d’intesa sulla Dulbecco, aveva ed ha un duplice scopo potenziare la Medicina d’Urgenza e potenziare la Facoltà di Medicina.
Pertanto la decisione regionale di rimodulazione della decisione iniziale ci lascia alquanto perplessi in quanto l’idea di un Pronto Soccorso “leggero” a Germaneto tradisce le intenzioni iniziali sulla istituzioni dell’Azienda Unica “R. Dulbecco”…”, quello del “….potenziamento e ampliamento delle atHvità di emergenza-urgenza anche attraverso l’istituzione di nuovi punti di accesso al servizio” (punto f- art. 13 Protocollo d’Intesa).
Un potenziamento ed ampliamento che si rende necessario e non più procastinabile per le condizioni di oggettiva difficoltà in cui i sanitari del Pugliese sono costretti ad operare, abbiamo tutti negli occhi l’immagine delle lunghe ed interminabili file d’attesa e dei corridoi del Pronto Soccorso colmi di barelle con pazienti in attesa di ricevere le cure del caso. Al Pronto Soccorso del Pugliese giungono pazienti da tutta la Calabria.
E qui poniamo una questione e una domanda ancora più impellente al Governatore delle Calabria, a che punto è l’attuazione del Protocollo d’Intesa sulla Dulbecco?
In particolare a che punto è l’attivazione delle ulteriori attività assistenziali previste all’art. 15 del protocollo? A che punto sono le attività di cui all’art. 13?
- implementazione delle attività di robotica, medicina digitale e telemedicina nell’erogazione delle prestazioni assistenziali; potenziamento delle attività diagnostico-interventistiche endovascolari; potenziamento e ampliamento di tecniche diagnostiche e cura in ambito oncologico, anche con specifico riguardo alle terapie innovative (nanotecnologie, terapia con cellule CarT, ecc.).
Sinistra Italiana chiede che quanto previsto nel Protocollo d’Intesa sulla costituzione della Dulbecco sia concretamente e fattivamente realizzato, nulla di quanto in esso previsto può essere trascurato cancellato o rimodulato pena la mancata o la non qualificata erogazione di servizi sanitari di importanza vitale per i cittadini catanzaresi e calabresi, da sempre costretti ai c.d. viaggi della speranza per cercare altrove i servizi sanitari che purtroppo non trovano nella propria terra.
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