È morta Emma Bonino, aveva 78 anni: addio a una protagonista della politica italiana

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  11 settembre 2026 10:25

È morta all'età di 78 anni Emma Bonino, una delle figure più importanti del radicalismo liberale dell'età repubblicana e del femminismo italiano. Leader di +Europa, più volte ministra della Repubblica, commissaria europea e storico volto del movimento radicale, Bonino ha attraversato quasi mezzo secolo della vita politica italiana, battendosi fino alla fine per i diritti civili, la libertà individuale e l'integrazione europea.

Eletta per la prima volta alla Camera dei deputati nel 1976, Bonino è stata parlamentare in diverse legislature, deputata al Parlamento europeo e infine senatrice. Una lunga carriera istituzionale costruita fuori dagli schemi tradizionali della politica italiana e segnata da battaglie spesso solitarie, ma destinate a lasciare un'impronta profonda nella società.

Nel 2015 aveva annunciato di essere affetta da un tumore al polmone sinistro, una malattia che l'aveva costretta ad affrontare una lunga e difficile terapia. Nel 2023 aveva dichiarato di aver sconfitto il tumore. Negli anni successivi, tuttavia, le sue condizioni di salute erano tornate a destare preoccupazione: Bonino era stata ricoverata più volte per problemi respiratori e difficoltà metaboliche, ricevendo anche la visita di Papa Francesco.

Nelle ultime ore il quadro clinico si era aggravato. Ieri Bonino era uscita dalla terapia intensiva dell'ospedale Santo Spirito di Roma ed era stata trasferita in una clinica privata. Il successivo peggioramento è stato fatale.

Il dolore di +Europa e dei Radicali

La notizia della morte ha suscitato profondo cordoglio tra i compagni di tante battaglie politiche e civili. In una nota, +Europa e i Radicali hanno ricordato Bonino come una figura destinata a rimanere nella storia della politica italiana.

«Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai», si legge nel messaggio. «Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero».

Il ricordo ripercorre le tappe di una vita politica iniziata nelle file del movimento radicale e segnata da un impegno costante per le libertà individuali. «Emma fu scelta dalla politica radicale quando un divieto cambiò la sua giovane vita. E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna», sottolineano i Radicali.

Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea: ruoli diversi attraversati mantenendo, secondo il movimento, la stessa cifra politica. «Sempre radicalmente libera».

Dall'aborto ai diritti, fino all'Europa

La storia politica di Bonino è stata scandita da battaglie su fronti diversi. Dalla lotta contro l'aborto clandestino a quella contro la fame nel mondo, dall'opposizione alla partitocrazia alla battaglia contro l'infibulazione e il giustizialismo. E ancora l'impegno contro i genocidi e contro ogni forma di autoritarismo.

Ma accanto alle battaglie contro ciò che considerava una negazione della libertà, Bonino ha dedicato decenni alla difesa della democrazia, dello Stato di diritto, della giustizia internazionale e dei diritti individuali.

Tra i temi centrali del suo impegno c'è stata anche l'autodeterminazione delle donne e, più in generale, la libertà di scelta. Una battaglia che ha accompagnato tutta la sua carriera politica, insieme alla convinzione della necessità di un'Europa più forte e più integrata. 

Bonino ha fatto degli Stati Uniti d'Europa, un'Europa unita, democratica e federale, uno dei grandi obiettivi della sua azione politica.

Nel messaggio diffuso dopo la sua morte, i Radicali affidano proprio a questa eredità il significato del suo impegno: «Non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti».

Un'eredità politica e civile che ora passa a chi ha condiviso con lei quelle battaglie. «Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato».

E, a conclusione del messaggio, le parole che raccolgono il dolore per la scomparsa di una delle personalità più riconoscibili della politica italiana degli ultimi cinquant'anni: «Grazie Emma, dal profondo del cuore».