
"L’ordinanza con cui il Sindaco di Catanzaro ha disposto l'uscita anticipata alle 13:00 — dal 14 al 19 settembre 2026 — accende i riflettori sull'inadeguatezza delle scuole di fronte alle ondate di calore eccezionali.
Se da un lato la misura mira a tutelare studenti e personale riducendo la permanenza in aule prive di condizionamento, dall'altro mette a nudo le criticità dell'intero sistema scolastico e i limiti delle scelte amministrative. Tagliare le ore di lezione è infatti un palliativo: non risolve la questione alla radice e rischia solo di creare ulteriori disagi, anziché offrire una risposta organica.
Contrarre l'orario senza sospendere le attività non elimina l'afa — percepibile fin dalle prime ore del mattino — e finisce per scaricare il peso dei disagi sulle famiglie e sui trasporti pubblici.
A fronte di un calendario di ben 206 giorni, le istituzioni avrebbero potuto percorrere una via molto più lineare: disporre la chiusura totale delle scuole di ogni ordine e grado fino al 19 settembre. Un blocco completo di soli cinque giorni non avrebbe scalfito la validità dell'anno scolastico; avrebbe invece garantito una protezione reale della salute, risparmiando a famiglie e personale una gestione logistica frammentata e farraginosa.
Continuare a gestire le emergenze climatiche stagionali con soluzioni di comodo conferma l'assenza di una visione strutturale, finendo per far pagare alla comunità scolastica i costi delle carenze edilizie e gestionali del settore".
Lo afferma Danilo Russo, ex assessore al Comune di Catanzaro.
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