Emergenza idrica a Vibo, il consigliere regionale Lo Schiavo: “La Regione deve dare risposte”

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  01 febbraio 2022 17:43

«La questione dell'emergenza idrica nella città di Vibo Valentia affonda nel tempo le sue radici ed è particolarmente sentita dall'opinione pubblica. Oggi la discussione, peraltro, si ripropone esattamente nei termini di una mozione che presentai qualche anno fa quando ero consigliere comunale. Il punto, come allora, è capire in che modo ottenere una forma di autonomia quando si verificano le gravi emergenze che ciclicamente riguardano la nostra comunità e non solo».

Lo ha affermato il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo intervenendo in videoconferenza nel corso del Consiglio comunale di Vibo Valentia, convocato nella giornata di ieri, in seduta straordinaria, a seguito della crisi idrica che ha interessato la città capoluogo di provincia e diversi comuni dell'hinterland nei primi giorni dell'anno. Crisi dovuta alla rottura della condotta adduttrice dell'acquedotto Alaco gestito da Sorical.

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«Quella idrica - ha detto Lo Schiavo - è un'emergenza che tocca uno dei diritti essenziali della comunità e sul tema dell'acqua non può essere consentita alcuna forma di speculazione privata, come sancito anche da un referendum popolare. Ho presentato un'interrogazione al presidente della Regione per chiedere che s’intervenga sulla ristrutturazione e sul potenziamento dello schema acquedottistico dell’Alaco, perché ritengo che non sia più rinviabile una riflessione sull’adeguatezza di infrastrutture evidentemente desuete e senza manutenzione. Inoltre ritengo sia oggi indispensabile capire se una società come Sorical, attualmente in liquidazione, sia ancora nelle condizioni di gestire in maniera efficiente ed efficace il sistema. Continuerò a chiedere al presidente Occhiuto cosa pensa di fare riguardo alla gestione delle risorse idriche calabresi; come pensa di mandare avanti il sistema delle acque intese come bene pubblico e collettivo affinché ai cittadini calabresi venga garantita la possibilità di fruire di un servizio essenziale, di qualità adeguata e senza più disagi e difficoltà a carico dei cittadini».

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