Enciclica del Papa sull’IA, Spadanuda: “La spiritualità della scienza che accomuna atei e fedeli”

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Enciclica del Papa sull’IA, Spadanuda: “La spiritualità della scienza che accomuna atei e fedeli”


  02 giugno 2026 09:27

di GIANCARLO SPADANUDA

Ho sempre ritenuto,da ingegnere elettronico ateo,che non ci potesse essere alcun punto di incontro,nemmeno scritto,col Papa (che è un matematico).Eppure,la lettura della “lettera enciclica Magnifica Humanitas del 15 maggio 2026,sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”,ha prodotto il “miracolo”,ovvero il mio ripensare la comunicazione scritta ,come del resto avviene ora.

La lettera è composta da 5 capitoli,245 paragrafi;al capitolo 3 ,dal titolo:”La grandezza della persona umana davanti alle promesse dell’IA”,si legge,punto 105:”perchè l’IA rispetti la dignità umana...è essenziale che siano chiare le responsabilità di tutti i passaggi:da chi progetta e addestra i sistemi fino a chi li utilizza e a chi decide di affidare ad essi le scelte concrete”.

Simile è l’appello che in sede ONU,nel corso dell’80sima Assemblea Annuale ,a settembre 2025,hanno rivolto più di 200 Organizzazioni ed alcuni Premi Nobel,per un uso non perverso dell’IA (come invece accadde con l’uso della bomba atomica).

Al punto 110:”disarmare l’IA significa sottrarla alla logica della competizione umana,che oggi non è più solo militare ma economica e cognitiva...disarmare vuol dire rompere l’equivalenza tra potenza tecnica e diritto di governare…”. E’ anche questo il leit-motiv che pongo in essere in tale periodo storico,coi miei scritti,conferenze,dibattiti,Tv,radio,ecc…

Nella omelia il Papa (Cappella Sistina 9 maggio 2026) ha affermato che :”La mancanza di fede porta spesso con se drammi quali la perdita del senso della vita,l’oblio della misericordia,la violazione della dignità della persona nelle sue forme più drammatiche,la crisi della famiglia…”.

A questa analisi impietosa e non corretta verso chi è ateo rispondo con le parole di Einstein (da:Come Vedo il Mondo):”L’impressione del misterioso ...ha suscitato,tra l’altro,la religione. Conoscere le manifestazioni dell’intelletto e della bellezza più luminosa ,che sono accessibili alla nostra ragione solo nelle forme più primitive,questa conoscenza e questo sentimento,ecco la vera devozione:in questo senso e soltanto in questo senso,io sono fra gli uomini più profondamente religiosi. Non posso immaginarmi un Dio che ricompensa e che punisce l’oggetto della sua creazione:un Dio che soprattutto esercita la sua volontà nello stesso modo con cui l’esercitiamo noi stessi. Non voglio e non posso figurarmi un individuo che sopravvive alla sua morte corporale...

Difficilmente troverete uno spirito profondo nell’indagine scientifica senza una sua caratteristica religiosità. La religiosità dell’uomo semplice ...è un sentimento elevato della stessa natura dei rapporti tra figlio e padre.”

Quanto detto sinora viene definita “religiosità cosmica”.

La fede del Papa e la ragione del sottoscritto uomo di scienza si possono incontrare nella spiritualità della scienza che accomuna entrambi.


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.