Ente contro discriminazioni sul lavoro, Cgil: "Far funzionare organismi esistenti invece di crearne nuovi"

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images Ente contro discriminazioni sul lavoro, Cgil: "Far funzionare organismi esistenti invece di crearne nuovi"

  16 settembre 2022 13:19

"Ci spiace constatare che invece di fare funzionare gli organismi già esistenti si propone la istituzione di duplicati che, tra l’altro, non coinvolgono nemmeno per intero tutti i soggetti istituzionalmente deputati alla trattazione delle tematiche sulla prevenzione e sicurezza sul lavoro  e della non discriminazione, cosi come invece previsto dalla detta Delibera di Giunta regionale   e dalla conseguente attuazione istitutiva del Comitato Regionale di Coordinamento sicurezza nei luoghi di lavoro e del ruolo della Consigliera di Parità".

Sono le rimostranze avanzate dalla segreteria della Cgil Calabria ed inviate al Presidente del Consiglio Regionale, Filippo Mancuso e al Presidente della Regione, Roberto Occhiuto.  

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"In queste ultime ore abbiamo appreso, per le vie informali, di una proposta di Legge Regionale “Osservatorio regionale contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro” a firma del Presidente del Consiglio Regionale On. Filippo Mancuso. In considerazione che dal relativo testo si evince che la proposta mira alla costituzione di un Osservatorio regionale che in gran parte avrebbe compiti di monitoraggio in materia di salute e sicurezza sul lavoro, prevenzione rischi di infortuni e malattie professionali, ecc… e dovrebbe essere costituito da soggetti che già fanno parte del Comitato Regionale di Coordinamento sicurezza nei luoghi di lavoro, di cui al D.Lgs 9/4/2008 n.81, art.7 e al D.P.C.M. 21/12/2007 e con gli stessi compiti, cosi come istituito e previsto dalla D.G.R. n.852 del 29/12/2010, riteniamo che  pur apprezzando ogni iniziativa in materia di discriminazioni nei luoghi di lavoro, da concordare con le parti sociali e su materie afferenti la sicurezza sul lavoro, prevenzione, comunicazione, formazione, informazione, assistenza  vigilanza e analisi del fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, di fatto risulta essere già costituito un Comitato Regionale in seno alla Presidenza della Giunta Regionale e del Dipartimento Regionale per la  tutela della salute. Inoltre per quanto attiene le tematiche relative alle discriminazioni  nei luoghi di lavoro con riferimento alle questioni delle pari opportunità per lavoratrici  e lavoratori e per la  vigilanza del principio di non discriminazione, si  rileva che in base alla legge 125/1991 e del successivo D. L.vo 198/2006 sono compiti e funzioni esclusive afferenti  alla  Consigliera di parità della Regione Calabria".

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Si coglie l’occasione, senza volere risparmiare le responsabilità sia dell’attuale governo regionale che di quelli precedenti, di denunciare  che da anni il detto Comitato non viene convocato nonostante le ripetute richieste sindacali unitarie, effettuate sia in occasione di infortuni mortali che durante il periodo della Pandemia.

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Infine riteniamo di lanciare un grido di allarme nei confronti del Governo Regionale e del suo Presidente impegnando lo stesso a promuvere la  convocazione   del Comitato Regionale di Coordinamento sicurezza nei luoghi di lavoro in considerazione che dai dati  Inail, anche in Calabria si registra un aumento degli infortuni sul lavoro e dell’insorgenza delle malattie professionali nonché un confronto sulle tematiche delle discriminazioni   e delle pari opportunità.

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