Esami e interventi rinviati: il 'conto salato' del primo anno di pandemia in Calabria

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images Esami e interventi rinviati: il 'conto salato' del primo anno di pandemia in Calabria

  01 marzo 2022 21:02

di GABRIELE RUBINO

Ricoveri rimandati o saltati del tutto, esami accumulati. Il Covid-19 non è stato semplicemente, da due anni a questa parte, il fronte aperto che ha colonizzato le corsie degli ospedali, ma ha fatalmente ridotto il resto dell'attività sanitaria 'ordinaria'. E in un regione come la Calabria, che aveva e ha deficit strutturali, questo è un pegno che si pagherà caro nei prossimi mesi e anni. Nel primo anno della pandemia, nel 2020, ci sono stati almeno 34 mila ricoveri in meno rispetto all'anno pre-Covid. Per precisione, i Drg chirurgici si sono contratti 18% (- 10.566) mentre quelli medici del 24% (- 23.665). Ovviamente a subire maggiormente la penalizzazione sono stati i ricoveri programmati (vedi tabella). Sono i dati che emergono dal piano (da oltre 15,7 milioni di euro) per il recupero delle liste di attesa varato qualche giorno fa da Roberto Occhiuto. 

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IL FOCUS SUGLI INTERVENTI CHIRURGICI PER TUMORE MALIGNO- Ma l'invasione del Covid nei presidi non ha risparmiato nemmeno le operazioni più complicate e più serie. Dal documento si evince infatti come "gli interventi chirurgici per tumore maligno mostrano una riduzione media dei volumi intorno al 5,2% con un valore massimo riscontrato negli interventi per tumore della colecisti pari a 41% e un valore minimo del 2% negli interventi di colon".

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IL CROLLO DI VISITE ED ESAMI NELLE STRUTTURE PUBBLICHE- Ancora più pesante il delta sulla specialistica ambulatoriale, quindi su esami e visite specialistiche. Rispetto al 2019 il decremento è stato pari al 14%, ma con una sostanziale differenza fra pubblico e privato. Nelle strutture pubbliche ce ne sono state il 25%, pari quasi a -3 milioni e 100 mila. Probabilmente, in parte 'scaricatesi' sul privato che ha registrato un incremento del 17%, ossia circa 760 mila in più.

LA PREVENZIONE SCOMPARSA- Il Covid non ha lasciato 'scampo' nemmeno alla prevenzione. Nel 2020, per lo screening della mammella  si è registrata una riduzione di oltre 9.000 inviti rispetto al 2019 (pari al 42%) mentre il numero di persone esaminate in meno è risultato di 6.167, con una flessione del 64% rispetto all’anno precedente. Per lo screening cervicale, invece, si è osservata una riduzione di 36.623 di inviti rispetto all’anno precedente, pari ad una riduzione percentuale del 55%. Il numero di persone esaminate in meno rispetto al 2019 è complessivamente di 11.392 unità, pari ad una riduzione del 65%. Infine lo screening colon retto ha riportato una riduzione di 22.420 di inviti rispetto all’anno precedente, pari al 68%. Sono 11.392 le persone che hanno eseguito il test di screening nel 2020 in meno rispetto al 2019, con una riduzione del 81%.

 

 

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